CSI - Volterra
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CONCLUSO IL PROGETTO #RESPORT

È giunto alla conclusione, dopo 3 anni, il progetto europeo ReSport (European sports network for rehabilitation of persons with disabilities) il cui obiettivo è quello di sviluppare una serie di nuove attività, con un approccio innovativo alle strategie educative e sportive che includano anche le persone con disabilità nello sport. La partnership è costituita da Italia, Slovenia, Croazia, Portogallo, Regno Unito, Turchia, Ungheria e Francia. Resport ha riunito organizzazioni, professionisti, persone con disabilità e loro familiari e chiunque condivida l’obiettivo delle pari opportunità. Le linee guida contengono una serie di indicazioni ed esempi di buone pratiche che aiuteranno tutti i lettori, terapisti, trainer, persone con disabilità, loro familiari e membri della società coinvolti, a definire e preparare programmi di attività sportive adatte e integrate per le persone con disabilità. Sono indicati consigli su come condurre agevolmente programmi sportivi e ricreativi attraverso azioni appropriate e come monitorare gli utenti in varie attività sportive adattate, come identificare e prevenire possibili complicazioni durante le attività. Sintesi del progetto - Le persone con disabilità hanno bassi livelli di attività fisica rispetto ai loro coetanei, di conseguenza, il 38% della popolazione è obeso (53% in più rispetto alle persone senza disabilità). Alti costi per servizi di salute causati dal sovrappeso (aumento della pressione sanguigna, il diabete di tipo 2, ipercolesterolemia, ictus, osteoartrite, apnea del sonno, ecc.) sono un problema enorme per i contribuenti europei. Per questi motivi, una rete di partner europei competenti e specializzati ha deciso di collaborare al progetto "Resport" al fine di sviluppare nuove attività di riabilitazione sportiva ("Resport Activities"), testare i miglioramenti psicofisici delle persone con disabilità e promuovere l'attività fisica tra di loro. L'attuazione del progetto permetterà di sensibilizzare sull'importanza dell'attività fisica e trasferire la conoscenza a livello europeo. Se la realizzazione del progetto riduce i costi per i servizi sanitari a livello UE di almeno il 2,1%, questo significa che si andrà a risparmiare 6 miliardi di euro l'anno.

IL CSI A PALERMO, SULLE ORME DI DON PUGLISI

Seminario sulla legalità, in ricordo del sacerdote simbolo dell’antimafia Nell’ambito del 75mo anniversario di fondazione del Csi, dal 18 al 20 ottobre, il Consiglio Nazionale Csi si terrà a Palermo nei luoghi familiari a Padre Pino Puglisi, il prete ucciso dalla mafia nel 1993 per il suo impegno evangelico e sociale, e proclamato Beato nel 2013. In programma oltre ai lavori consiliari un Convegno e una Messa. Tutto è pronto a Palermo per ospitare il seminario nazionale su sport e legalità, ispirato a don Pino Puglisi, figura straordinariamente attuale e adatta a rappresentare ciò che il Csi vuole essere. Tra gli esempi più rari di uomo contro i potenti e i malavitosi, al Brancaccio, in particolare don Pino ha dato vita e corpo per i ragazzi del quartiere, tirandoli fuori dalla strada, sulla via della legalità.Nell’ambito delle celebrazioni del 75mo anniversario di vita del Csi, dal 18 al 20 ottobre il Csi nel capoluogo siciliano terrà il Consiglio nazionale, presso la Chiesa del SS. Salvatore. Sabato 19 alle ore 10 sarà l’arcivescovo di Palermo Sua Eccellenza Mons. Corrado Lorefice a portare il suo saluto, quindi nel pomeriggio, a partire dalle ore 15 avrà luogo il Convegno: “Padre Pino Puglisi e lo sport: dalle regole alla giustizia sociale”, che vedrà oltre all’intervento del presidente nazionale del Csi, Vittorio Bosio, le testimonianze di due ragazzi del Centro di Accoglienza “Padre Nostro”, ente morale, fondato dal Beato Puglisi nel 1991. Domenica 20 al mattino la Santa Messa alle ore 10,30 nella chiesa di San Gaetano, la parrocchia a Brancaccio, dove fu parroco il piccolo prete chiamato “3P”, celebrata dall’assistente ecclesiastico nazionale del Csi, don Alessio Albertini.

CSI, UISP, PGS E US ACLI,

INSIEME PER PROMUOVERE LO SPORT

Si è svolta la riunione programmatica preliminare a Tirrenia per l’attività regionale di nuoto. Sarà possibile portare un meeting anche quest’anno nel nostro territorio per il quale le date possibili saranno il 15 dicembre oppure il 19 gennaio e le piscine possibili saranno quella di Volterra e quella di Larderello. Occorrerà verificare le disponibilità delle strutture e delle società sportive e dovrà essere compilato il modulo organizzativo inerente le procedure organizzative. Come nelle passate stagioni sportive anche quest’anno avremo il massimo appoggio delle amministrazioni comunali, sensibili a questo tipo di attività da promuovere più efficacemente nel nostro territorio. Si sono svolte anche le riunioni preliminari di queste specialità di arti marziali a Tirrenia e a Volterra e sta per essere messa a fuoco una programmazione di attività che coinvolgerà moltissime palestre della regione in un circuito di gare e stage formativi con esame a fine stagione per l’acquisizione delle diverse cinture. L’importanza di questa nuova attività sta nel coordinamento di una moltitudine di palestre, che sono centri di valori condivisi che hanno bisogno però di una maggiore visibilità per la crescita del movimento e per quel salto di mentalità che potrebbe esse fondamentale. Un passaggio a breve scadenza sarà un corso formativo dei formatori per allineare per quanto possibile le metodologie delle lezioni in palestra.

STRUTTURA E PROFILI DEL SETTORE NON PROFIT

A partire dai dati del registro statistico l’Istat aggiorna al 2017 le informazioni sulla struttura e sulle principali caratteristiche delle istituzioni non profit. Nella strategia dei censimenti permanenti, avviati dall’Istat dal 2016, il registro è aggiornato annualmente attraverso l’integrazione di diverse fonti amministrative. La rilevazione campionaria di tipo multiscopo, già realizzata con riferimento ai dati del 2015, è prevista con frequenza triennale. Nel 2017, le istituzioni non profit attive in Italia sono 350.492 (il 2,1% in più rispetto al 2016) e impiegano 844.775 dipendenti (+3,9%). Il settore non profit continua a espandersi con tassi di crescita medi annui superiori a quelli che si rilevano per le imprese orientate al mercato, in termini sia di numero di imprese sia di numero di dipendenti. Di conseguenza, aumenta la rilevanza delle istituzioni non profit rispetto al complesso del sistema produttivo italiano, passando dal 5,8% del 2001 all’8,0% del 2017 per numero di unità e dal 4,8% del 2001 al 7,0% del 2017 per numero di dipendenti. Rispetto al 2016, la crescita del numero di istituzioni risulta più sostenuta al Sud (+3,1%), nel Nord-Ovest (+2,4%) e al Centro (+2,3%). Le regioni più dinamiche sono Campania (+7,2%), Molise (+6,6%), Provincia autonoma di Bolzano (+4,2%), Calabria (+3,3%) e Lazio (+3,1%). Una flessione si rileva per la Sardegna (- 5,6%) e, in misura più contenuta, per la Puglia (-1,2%). Nonostante la dinamica più sostenuta del Sud, la localizzazione delle istituzioni non profit si conferma molto concentrata sul territorio, con oltre il 50% delle istituzioni attive nelle regioni del Nord, contro il 26,7% dell’Italia meridionale e insulare. Il numero di istituzioni non profit ogni 10mila abitanti è un indicatore che misura la rilevanza del settore non profit a livello territoriale: se al Centro-nord tale rapporto assume valori superiori a 60 (in particolare al Nord-est, dove raggiunge il livello di 69,2), nelle Isole e al Sud è pari rispettivamente a 48,3 e 43,7.