CSI - Volterra
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© CSI - Comitato di Volterra

VERSO FORME NUOVE DI GIOCO,

INCONTRO E AGGREGAZIONE

IL PUNTO di Vittorio Bosio -Presidente Csi Nazionale

È molto forte la voglia di riprendere le attività, e non solo quelle sportive. Vorrebbe dire che la crisi è superata, che riprendiamo a respirare a pieni polmoni e magari aria più pulita. Ma dobbiamo prendere atto, con realismo, che non succederà a breve. Intanto penso con nostalgia ai nostri ragazzi che giocavano spensierati sui campi degli oratori o nelle palestre, o sulle piste. Non possiamo però confondere i desideri con la realtà. Purtroppo la ripresa sembra ancora lontana. O quanto meno sembra di da venire quella “normalità”, cui eravamo abituati e che continuiamo a dirci non tornerà più. Per lo meno senza aver fatto i conti con un nuovo modo di stare insieme, un rinnovato senso della vita e della comunità, più rispettoso dei rapporti personali e del Creato, del quale dovremmo essere i custodi e che forse invece abbiamo considerato un forziere da saccheggiare senza ritegno. Un modo nuovo che comporterà cambi importanti degli stili di vita. Ora viviamo un po' sotto anestesia, immaginando una ripresa miracolosa, come se non fosse accaduto niente. Va invece elaborata la sconfitta di un modo di vivere comunque sbagliato, spesso privo di equilibri sociali e morali. Improvvisamente, un microscopico virus ci ha messo spalle al muro, costringendoci ad aprire gli occhi. Che la fase più dura della crisi stia passando non ci deve illudere. La ripresa, quando avverrà, dipenderà dalla nostra capacità di modellare le attività cambiando le regole e andando incontro con fiducia alle novità. Il Csi è sempre stato precursore di strade nuove. Dobbiamo credere in noi stessi, nei valori fondanti dell'Associazione. Per farlo è necessario che teniamo fissa la barra della nostra navigazione verso l'orizzonte immutabile dell'attività sportiva al servizio della persona, con impegno educativo e formativo. Gli obiettivi fondamentali: favorire il gioco, l'aggregazione, il bene dei ragazzi. Poi abbiamo ampliato fortemente il nostro raggio d'azione, divenendo interlocutori importanti per le famiglie e per le istituzioni, in sinergia con Diocesi, Parrocchie e Oratori. In questi giorni affannati, tumultuosi, e per molti disperati, ho trovato interessanti le parole della ministra della Famiglia, Elena Bonetti, che ha sottolineato il diritto dei ragazzi di poter giocare. Non con una semplice proposta di cancellare i vincoli dell'ormai famoso “distanziamento”, realizzando forme nuove di incontro e di aggregazione. Appellandosi anche al rispetto delle regole e all'utilizzo, in forme nuove, di volontari che potrebbero aiutare nella gestione controllata di parchi, palestre, piste, o altri spazi di gioco. Non sarà certo facile, ma ciò non ci esime dal lavorare a qualcosa di nuovo, poiché non è nel Dna del Csi subire le situazioni passivamente. Abbiamo migliaia di società sportive animate e gestite da dirigenti, spesso geniali inventori di forme nuove di proporre sport. Basta un solo esempio, ricordando quei sorrisi compassionevoli al solo sentirci parlare della possibilità di inserire i ragazzi con disabilità nell'attività sportiva “normale”. Non era quella una sfida spinta dal coraggio di cambiare le regole del gioco? L'abbiamo vinta, come tante altre, tutte importanti. Dunque mettiamoci al lavoro con serenità, senza dimenticarci della realtà dei fatti, ma con il coraggio degli uomini del Csi.

ANCHE I GIUDICI SI MUOVONO:

STRESS VIOLENTO DA QUARANTENA OBBLIGATA

Che le nostre osservazioni denunciate insieme ad altre associazioni, in una campagna di stampa lanciata a livello nazionale e rivolta alle competenti istituzioni, fossero giuste era facilmente intuibile, ma non avremmo pensato che addirittura i giudici minorili si muovessero per sostenere l’iniziativa. I giudici infatti iniziano analizzando le ricadute sui minori delle deficienze della struttura giudiziaria abbinate a questo momento di rallentamento generalizzato. Ciro Cascone, responsabile della procura dei minorenni di Milano: “Scontiamo anni di mancati investimenti e tecnologie arretrate, il telematico, che già funziona egregiamente nel civile, non è ancora arrivato nella giustizia minorile. Abbiamo sistemi obsoleti. Questo ci lascia impantanati fra i faldoni. E quindi, avendo limitato l’accesso agli uffici, tutto è stato rallentato.” In tal senso concorda anche Maria Francesca Pricoco, presidente dell’associazione dei magistrati minorili e responsabile del Tribunale dei minori di Catania: “Nonostante le difficoltà obiettive riscontrate in alcuni tribunali, come locali inadeguati e difficoltà di conciliare il divieto di assembramenti, sia per ragioni di sicurezza sanitaria, sia al fine della trattazione delle udienze che per le camere di consiglio causa, siamo riusciti a reggere.” Comunque moltissimi minorenni, già oppressi da situazioni di fragilità, in questo periodo devono convivere “in una questione di accresciuta vulnerabilità se non di vero e proprio trauma” afferma il presidente del Tribunale dei minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro “Penso a quelli in famiglie con genitori violenti o maltrattanti ed esposti al rischio di violenza diretta o assistita, per i quali erano stati presi provvedimenti di sostegno e monitoraggio per evitare, ove possibile, l’affidamento provvisorio ad altra famiglia.” Un problema aggiuntivo è quello delle segnalazioni, riprende Cascone: “Certo sono diminuite perché la maggior parte arrivava dalle scuole, chiuse ormai da quasi due mesi, e dai servizi sanitari, impegnati in gran parte per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Anche da parte dei servizi sociali c’è stata una flessione.” Rimangono le questioni più serie. “Alcuni interventi in base all’art. 403 siamo stati comunque costretti a farli. C’è stato per esempio il caso di un ragazzo continua Cascone che ha aggredito in modo molto serio il fratello e il padre perché gli impedivano di uscire per incontrare la fidanzata. Oppure alcuni episodi pesanti di violenza a cui hanno assistito i bambini che erano in casa.” Riprende la Pricoco: “Se tutto si verifica senza che servizi forze dell’ordine riescano ad individuare le situazioni di grave pregiudizio, allora anche per noi è molto difficile attivare tutte le procedure indispensabili per mettere in protezione bambini e ragazzi”. Insomma i giudici minorili l’hanno già coniato il nuovo neologismo (^) per descrivere la situazione che stanno vivendo tante famiglie chiuse in casa e già esposte a difficoltà e insofferenze pregresse: stress violento da quarantena obbligata. E situazioni ancora più delicate vengono vissute dai bambini figli di ospiti delle carceri per la sospensione o l’annullamento degli incontri, mentre è stata evidente la necessità di non interrompere i contatti e le relazioni. E’ stata usata la tecnologia nei limiti del possibile, ma la sofferenza è stata concreta. E poi gravi difficoltà sono state individuate per i minori all’interno delle comunità, oltre a non poche criticità per i minori in collocamento protetto nell’ambito di programmi per il recupero della genitorialità. E questo solo per le procedure ufficiali. Ma alcuni numeri possono aiutarci a comprendere meglio: 91272 sono i minori seguiti dai servizi sociali in Italia per maltrattamenti, povertà, incuria, difficoltà educative di vario tipo. 1618 sono i bambini vittime di maltrattamento in famiglia, di cui il 51% bambine, +12% rispetto all’anno precedente. 32,8% i minori a rischio povertà educativa in Italia: 1 milione e 208 mila i minori che vivono in stato di povertà assoluta. (^) Un "neologismo" (temine della lingua italiana derivato dal francese néologisme, a sua volta dal composto greco νέος-λόγος (neos-logos, letteralmente "nuova parola")), nella linguistica, indica le parole di nuova formazione presenti in una lingua, mentre l'insieme dei processi che portano alla formazione di neologismi è definito "neologia".

IL CSI SCRIVE AI VICARIATI DELLA DIOCESI

NASCONO LE PARROCCHIADI

ECCO

IL

TESTO

-

Oggetto:

Parrocchiadi

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giovani –

Le attività del Centro Sportivo Italiano, com’è noto, si rivolgono quasi completamente verso le categorie più fragili, come gli anziani, i giovanissimi, i portatori di handicap, gli ospiti delle carceri e delle rems, le scuole, gli immigrati, i poveri, le associazioni di volontariato e così via. Fra queste, la categoria sicuramente privilegiata è quella dei giovani e giovanissimi ed è per questo che il CSI si rivolge con insistenza alle scuole e agli oratori; non tanto e non solo per comprendere cosa possa fare il CSI per queste importanti istituzioni, ma soprattutto per capire insieme quale sinergia è possibile realizzare proprio per i nostri ragazzi. A tale fine collaboriamo anche con le Amministrazioni del territorio, per riuscire a comprendere quali progetti possano essere i più efficaci e proprio in un incontro con gli Assessori allo Sport, avvenuto a Laiatico subito prima dello scoppio della pandemia, abbiamo messo a punto il progetto 2019-2020 “Con Sport contro il fumo” (giunto alla sua sedicesima edizione), anche se non sappiamo oggi, quanto riusciremo a realizzarne. In quell’occasione gli Assessori hanno sottolineato come il progetto “Con lo Sport contro il fumo” sia un progetto importante, efficace e che debba essere preservato e continuato negli anni. Ciò nonostante hanno anche voluto sottolineare come il problema più grave dei giovani di oggi sia l’alcool, consumato soprattutto nei loro momenti gregari vissuti in strada vicino ai bar, spesso non decisamente scoraggiati dalle famiglie le quali, talvolta, purtroppo, danno anche il cattivo esempio. Il CSI nel merito ha messo a punto una progettualità variegata, nel contesto della quale due sono le azioni principali: insegnare ai giovani a stare insieme e divertirsi senza per questo bere alcolici e incoraggiare lo sviluppo e la frequentazione degli ambienti nei quali ciò è naturalmente realizzato. Uno di questi ambienti è sicuramente l’oratorio ed è per questo che desideriamo costruire, intorno ad esso, un percorso attrattivo per i ragazzi, in modo che nell’oratorio venga realizzato e soddisfatto l’impulso gregario dei giovani, in un luogo protetto, affidabile e sicuro. Troviamo inutile sottolineare come questa sinergia sia, per un’associazione ecclesiastica quale il Centro Sportivo Italiano, una cosa naturale. Quindi ci rivolgiamo alle Parrocchie per quanto segue: Questo proposito ci impone di uscire dai consueti percorsi per volgere maggiormente la nostra attenzione ai bisogni dei nostri ragazzi, senza abbandonare la consueta progettualità, ma affacciandoci ad un nuovo impegno. Al nostro comune e costante lavoro a sostegno della crescita armonica dei nostri ragazzi, oggi è necessario aggiungere anche altre strategie e vorremmo provarci insieme. Per questo desideriamo incontrarla, magari se crede insieme ai suoi collaboratori, per poter delineare insieme quanto di tutto ciò sia possibile organizzare e come.
Vorremmo realizzare un susseguirsi di feste dette Parrocchiadi all’interno dei centri principali della  Diocesi, la prima delle quali nel prossimo autunno a Pomarance, il modello della quale potrebbe  essere la traccia per le successive.      Vorremmo aiutare a realizzare le condizioni utili affinché i giovani trovino negli ambienti parrocchiali  un luogo idoneo alle proprie necessità, coerente con le proprie aspettative, attrattivo, ma controllato.

PRESSO

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Spadafora: necessaria ripartenza graduale dello sport

Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora ha precisato in una diretta Facebook i punti salienti contenuti nel Dpcm rassicurando chi dovrà ricevere aiuti annunciato diverse novità in materia economica per le ASD e SSD. Il Ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, nella serata del 27 aprile, ha diffuso un video messaggio sulla propria pagina Facebook, per chiarire le azioni del Governo, a seguito del nuovo DPCM 26 aprile 2020 firmato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Spadafora ha spiegato subito: “mi muoverò nel rispetto delle regole. Per far ripartire tutti insieme in sicurezza. Devo assolutamente scongiurare che la ripresa di tutto il mondo dello sport possa provocare nuovi contagi ed avere un effetto moltiplicatore, di cui pagheremo tutti le conseguenze. Quando riprenderà tutto lo sport, con milioni di persone che si ricominceranno a muovere nel nostro Paese, dobbiamo farlo rispettando tutte le regole”. Per concludere il suo messaggio “Sono appassionato allo sport e a tanto lavoro che vedo fare anche da migliaia di persone che incontro sui territori, che sono dei veri ‘maestri di vita’, e che hanno simbolicamente lo stesso valore dei campioni che ci inorgogliscono quando vincono delle medaglie. Daremo il massimo ogni giorno per fare in modo che tutti si possa tornare a vivere del benessere che lo sport consente”. RIPARTIRE DAI GIOVANI- “Ripartiamo anche attraverso lo sport e i giovani, per i quali stiamo lavorando tantissimo e con cui faremo una consultazione straordinaria a fine maggio, grazie ad una piattaforma tecnologica. Attraverso la piattaforma, consulteremo migliaia di giovani in tutta Italia per capire come stanno vivendo questa situazione”. L’INCONTRO CON IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO - "Nel pomeriggio di ieri si è tenuto l’incontro con il Comitato Tecnico Scientifico, presso la Protezione Civile. Abbiamo parlato dello sport di base e della necessità che palestre, centri danza e tutti i centri sportivi di qualunque disciplina e genere possano riaprire in sicurezza, il prima possibile. E allora il Ministero dello Sport proporrà, sentite le associazioni di categoria e le Federazioni Sportive Nazionali, che ci stanno già dando dei consigli, un protocollo obbligatorio, che le strutture sportive dovranno nel tempo più rapido possibile, attuare. La ripresa va fatta in sicurezza. Il mio auspicio è che entro la fine di maggio possiamo riaprire proprio gli impianti dello sport di base. E’ ovvio la ripartenza sarà graduale. Sono sacrifici che stiamo facendo tutti, con la consapevolezza che tutte le categorie professionali sono state colpite da questa emergenza sanitaria. L’impegno preso con il Comitato Tecnico Scientifico è quello di proporre poi ad esso questo protocollo per poterlo far approvare. Ed estenderlo al mondo dello sport, in modo che esso possa adeguarsi e valutare le situazioni di rischio". BONUS ECONOMICI PER I LAVORATORI SPORTIVI "Dobbiamo valutare l’impatto da oggi al 17 maggio. Se riusciamo a riaprire entro la fine di maggio palestre e centri sportivi vuol dire che abbiamo avuto un blocco complessivo di tre mesi. Come interveniamo noi su questo blocco di tre mesi? Già nel primo decreto di marzo abbiamo introdotto il bonus di 600 euro per i "lavoratori sportivi", attraverso un gran lavoro di Sport e Salute (per garantire un mondo sommerso, un mondo lasciato da solo, scollegato dall’Inps e senza una piattaforma preesistente). Sui “lavoratori sportivi” (andrà codificata come categoria in futuro) non è stato semplice, perché era tutto nuovo, non c’era nessun precedente da questo punto di vista ed in questi giorni è iniziata anche l’erogazione dei primi soldi. Entro dieci giorni tutti i richiedenti in marzo avranno il bonus di 600 euro, senza più considerare quella soglia minima dei 10.000 euro. Le risorse saranno stanziate anche per il mese di aprile e la procedura sarà più veloce. Se per i lavoratori autonomi il bonus sarà aumentato a 800 euro, lo sarà anche per i "lavoratori sportivi". E sicuramente interverremo anche nel mese di maggio. Solo per questa misura, per intenderci, parliamo di 300 milioni di euro e non era facile reperire queste risorse” - precisa il ministro. GLI AFFITTI DELLE STRUTTURE SPORTIVE Importantissimo ed attuale anche il tema degli affitti per tante strutture sportive. “Nel decreto che approveremo la settimana prossima ci sarà anche la norma per gli affitti delle strutture presso privati perché col decreto di marzo eravamo intervenuti soltanto per gli affitti presso gli enti pubblici, non perché lo Stato se ne era dimenticato, ma perché è più facile regolare le questioni degli enti statali, rispetto a quelli privati”. 100 MILIONI DI EURO NEL FONDO ICS - "Per quanto riguarda le realtà dilettantistiche, oggi ho firmato il decreto per l’istituzione presso l’Istituto per il Credito Sportivo, di un fondo di 100 milioni di euro per la liquidità immediata per le strutture che ne faranno richiesta. A tasso 0 e senza particolari garanzie richieste da ICS. Una volta registrato il tutto alla Corte dei Conti, tutti potranno accedere". Il ministro poi precisa "So che a questo fondo potranno accedere principalmente le strutture più grandi, che nel tempo più facilmente possono restituire la somma prestata. Più difficile sarà per le strutture minori. Ne siamo consapevoli. Istituiremo dei mutui "una tantum". Nel decreto di aprile ci saranno le risorse per un fondo di aiuti alle associazioni dilettantistiche in maggiore difficoltà e che dimostreranno di avere avuto i danni maggiori dalla crisi. Stiamo facendo tutto con la massima celerità sapendo che i cittadini non possono aspettare neanche un giorno in più".