CSI - Volterra
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RACCONTA COME MANTIENI VIVO LO SPORT

Via il contest #StorieDiSport Siamo allenati a fermarci, per ricominciare più forti di prima. Insieme! Impianti chiusi, palloni sotto chiave, spogliatoi deserti. L’ immagine attuale dello sport in Italia è davvero avvilente. Ed è proprio in questo momento storico assai precario che il Centro Sportivo Italiano, auspicando che tutti gli sportivi e le sportive facciano squadra per vincere questa sfida, impegnandosi a riprendere tutte le attività, appena possibile e con ancora maggiore entusiasmo, ha lanciato un contest fotografico. A casa, o da soli in giardino e nei parchi c’è chi si sta adoperando per mantenere vivo lo sport. Ecco allora #StorieDiSport, un’occasione per i ragazzi, gli allenatori, le società sportive e tutti gli atleti, per raccontare come si sta vivendo questo momento di “fermo”. D'altronde in ogni attività sportiva, sia in fase di allenamento che di competizione, ci sono momenti di stop funzionali, le pause tecniche, sia di allenamento che di gara, che preludono a una vittoria collettiva, in campo e nella vita. Partecipare al contest è molto semplice: 1) Segui @CentroSportivoItaliano su Facebook e/o Instagram 2) Scatta una foto o gira un video che racconti e ritragga il tuo modo di fare sport da casa 3) Posta la tua foto o il tuo video su Facebook e/o Instagram 4) Tagga nel post @centrosportivoitaliano e utilizza gli hashtag #StorieDiSport #VitaCSI 5) Imposta la privacy del post su pubblico I contenuti saranno raccolti in un'apposita sezione sul sito nazionale del Centro Sportivo Italiano. Non ti resta che dirlo a tutti i tuoi amici! Siamo allenati a fermarci, per ricominciare più forti di prima. Insieme!

DECRETO “CURA ITALIA”:

ECCO LE NOVITÀ PER IL TERZO SETTORE

Dalla proroga della scadenza per l’adeguamento degli statuti e la presentazione dei bilanci, agli incentivi alle donazioni, la sospensione di alcuni versamenti e delle attività di centri diurni e semiresidenziali. Una lettura di alcuni dei provvedimenti previsti per l’emergenza coronavirus. Il decreto “Cura Italia” è stato approvato. Pubblicato ieri 17 marzo 2020 in Gazzetta Ufficiale (d.l. 18), contiene le misure per far fronte alla situazione di emergenza dettata dal contagio coronavirus potenziando il servizio sanitario nazionale e sostenendo economicamente famiglie, lavoratori e imprese. Su 127 articoli riportati, molti interessano direttamente o indirettamente anche il mondo del terzo settore e del non profit più in generale. Ecco una veloce panoramica di alcune delle misure più importanti: Statuti e bilanci, c’è tempo fino al 31 ottobre 2020 (art. 35) Slitta ulteriormente al 31 ottobre 2020 la scadenza per l’adeguamento degli statuti alla nuova normativa del terzo settore per organizzazioni di volontariato (Odv), associazioni di promozione sociale (Aps) e Onlus iscritte nei rispettivi registri. Si ricorda che questo termine vale per gli enti costituiti prima del 3 agosto 2017 che possono introdurre le modifiche utilizzando la procedura semplificata (assemblea ordinaria). La proroga al 31 ottobre è stata estesa anche alle imprese sociali, anch’esse costituite prima del 20 luglio 2017 e che potranno procedere alla modifica in assemblea ordinaria. Più tempo anche per l’approvazione dei bilanci (art. 35). Odv, Aps e Onlus iscritte nei rispettivi registri avranno tempo fino al 31 ottobre 2020 per approvare il proprio bilancio. Qualora tali enti, infatti, fossero chiamati, per legge o per statuto, ad approvare il proprio bilancio di esercizio entro il periodo che va dal febbraio 2020 al 31 luglio 2020 (il periodo di durata dello stato di emergenza dichiarato dal Governo) possono derogare a tali disposizioni posticipando l’approvazione del bilancio fino al 31 ottobre 2020. Non è previsto nulla di specifico per tutti gli altri enti non profit che ad oggi non sono in possesso delle qualifiche di Odv, Aps o Onlus. Va comunque ricordato che il DPCM 8 marzo 2020 ha sospeso, almeno fino al 3 aprile 2020, tutte le manifestazioni e gli eventi, svolte in ogni luogo pubblico e privato, oltre che ogni attività convegnistica e congressuale: ciò significa che gli enti non profit diversi da Odv, Aps ed Onlus sono comunque pienamente legittimati a rinviare le assemblee a data da destinarsi. Slittano i termini per gli adempimenti tributari (art. 62). Il decreto fa riferimento agli “adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale”, i quali hanno scadenza nel periodo compreso fra l’8 marzo e il 31 maggio 2020; gli adempimenti sospesi potranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni. Fra quelli in scadenza in questo periodo per gli enti non profit (ed in particolare per gli enti associativi) vi è ad esempio il modello EAS, che deve essere presentato in forma telematica entro il 31 marzo 2020 dagli enti associativi (diversi dalle Odv e dalle Onlus) nei confronti dei quali siano intervenute durante il 2019 delle variazioni rilevanti dei dati comunicati nei precedenti modelli. Il Modello EAS, a rigore, dovrebbe poter essere ricompreso fra gli “adempimenti tributari” previsti dal Decreto, e quindi la presentazione telematica dello stesso essere prorogata al 30 giugno 2020. Non è stata invece prorogata ulteriormente la presentazione della Certificazione Unica (C.U.), il cui termine rimane il 31 marzo 2020. Sono obbligati ad inviare telematicamente la C.U. anche gli enti non profit che nel corso del 2019 abbiano corrisposto compensi a lavoratori dipendenti e assimilati, oltre che a lavoratori autonomi (sia per prestazioni di tipo professionale che occasionale). Versamenti fiscali, c’è ancora tempo (art. 61) Sospesi i termini per il versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, oltre che quelli relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. La disposizione si applica a diversi soggetti, fra cui Odv, Aps ed Onlus iscritte nei rispettivi registri, oltre che federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche. La sospensione si applica comunque in generale anche ad altri ambiti legati al mondo non profit, ed in particolare ai soggetti: che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso; che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali; che gestiscono asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi e scuole per l’infanzia; che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili. Il versamento delle ritenute è sospeso fino al 30 aprile 2020 e potrà essere effettuato, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, il versamento è sospeso fino al 31 maggio 2020 e potrà essere effettuato, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020. L’art.48 del decreto detta invece disposizioni per garantire i servizi sociali in questo periodo di emergenza, in cui sono sospesi i servizi educativi e scolastici e in cui possono essere sospese anche le attività socio-sanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con disabilità. In particolare, la disposizione prescrive alle pubbliche amministrazioni di fornire, attraverso il personale disponibile già impiegato in tali servizi e dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione. Tali servizi si possono svolgere secondo priorità individuate dall’amministrazione competente o tramite coprogettazioni con gli enti gestori. Le pubbliche amministrazioni sono inoltre autorizzate al pagamento dei gestori privati dei suddetti servizi per il periodo della sospensione, sulla base di quanto iscritto nel bilancio preventivo.

IL

MONDO

DELLO

SPORT

RISCHIA

LA

CRISI,

IL

CSI

TOSCANA

SCRIVE

ALLA REGIONE.

Firenze, 10 marzo 2020 - Presidenza CSI Toscana- "La situazione che sta vivendo il nostro paese è davvero preoccupante, riteniamo giuste le decisioni molto drastiche assunte dalla presidenza del consiglio dei ministri con il DPCM del 9 marzo. Dobbiamo coltivare la speranza che queste misure riescano a produrre risultati positivi e in tempi più brevi possibili. Per questo è importante l’impegno di tutti e di ciascuno. E, naturalmente, anche l’associazionismo e il mondo sportivo sono chiamati a fare la loro parte." - Inizia così la lettera che il Presidente Carlo Faraci del CSI Toscana, ha inviato alla Regione Toscana, indirizzata al Presidente Enrico Rossi e all'Assessore diritto alla salute welfare e sport Stefania Saccardi, per esporre alle istituzioni più vicine, le preoccupazioni dello stop al settore dello sport, per il contenimento dell'epidemia Coronavirus in Toscana. La fase estremamente critica, viene spiegata qui di seguito nella lettera: -"Il Csi di Toscana, anche in difformità rispetto a Coni e Federazioni sportive, già a seguito del DPCM del 4 marzo aveva deliberato la sospensione di tutte le attività sportive, delle iniziative di formazione, degli incontri degli organismi dirigenziali a qualsiasi livello. Abbiamo apprezzato il ruolo svolto in questo periodo dalla Regione Toscana sia sul versante della gestione di una situazione così complicata mai verificatesi negli ultimi decenni, sia sul versante della costante e puntuale informazione. Per questo, pur consapevoli delle grande difficoltà del momento, siamo a proporvi alcune problematiche, che attengono al mondo dello sport, che a nostro avviso a torto, sono considerate marginali sul versante sociale ed economico e che riteniamo necessitino di attenzione. Le società sportive, i gruppi sportivi parrocchiali, le multiformi esperienze associative che promuovono la pratica sportiva, così numerose nella nostra regione, rappresentano un veicolo straordinario di aggregazione e di educazione. Operano con l’apporto determinante del volontariato e non possiamo permettere che si dissolvano, piegate da situazioni di difficoltà, anche economiche oltre che morali. E’ necessario che sentano vicina la Regione Toscana, nelle forme che essa riterrà più appropriate. Le decisioni della Presidenza del Consiglio sono molto severe. Sono state scelte inevitabili e giuste, ma rischiano di mettere in crisi fortemente un mondo sportivo che è fatto anche di aspetti economici ed umani da non trascurare. Pensiamo alle società e associazioni che gestiscono impianti sportivi, palestre e piscine. Sono realtà che sino ad oggi hanno potuto garantire un reddito ai gestori di queste strutture sportive e il lavoro a tanti operatori, per molti dei quali è l’unica occupazione. Sono anche realtà, e in questo includiamo società sportive “cosiddette” minori dove istruttori, tecnici, animatori, educatori sportivi esercitano la propria opera professionale con compensi, ancorché modesti, che spesso rappresentano l’unica fonte di sostentamento personale o, comunque, un supporto importante per le loro famiglie. Insomma le decisioni assunte stanno portando conseguenze molto pesanti sul ruolo promozionale svolto da queste realtà nel proprio territorio, ma il danno sul versante sociale ed economico rischia di diventare ancor più insostenibile. Per questo Vi chiediamo in modo accorato un’attenzione forte a quanto abbiamo voluto esplicitarvi in questa lettera e soprattutto Vi chiediamo che nei provvedimenti che la Regione intende varare, in conseguenza di questa grave emergenza sanitaria, a sostegno dei vari settori economici, si considerino pienamente anche i danni che stanno subendo le realtà sportive, in particolare quelle che gestiscono strutture sportive, spesso per conto degli stessi enti locali. Il Centro Sportivo Italiano di Toscana, come sempre, si rende disponibile a collaborare per ogni qualsivoglia necessità.Ringraziando per la cortese attenzione, con l’occasione porgiamo i più cordiali saluti.

DAL CSI CONSULENZA GIURIDICO-FISCALE

Per i comitati le Asd e le Ssd del CSI, la Presidenza Nazionale ha attivato una linea di servizio, giuridico-fiscale dedicata alle norme Salva Sport, per assistenza allo svolgimento degli adempimenti previsti. Servizi in modalità smart working, con possibilità di prenotare - via email - sessioni di videoconferenza. Per usufruire dell’assistenza del CSI rivolgersi ai seguenti contatti: Dr. Francesco Tramaglino: Mail: fiscale@csi-net.it Tel. 06.68404574 (dalle 14.00 alle 19.00) per tutto ciò che riguarda: Cassa integrazione in deroga Indennità collaboratori Altre misure per i lavoratori Sospensione adempimenti fiscali Avv. Paola Metalli Mail: giuridico@csi-net.it Tel. 06.68404573 (dalle 10.00 alle 14.00) per tutto ciò che riguarda: Misure di sicurezza Sanificazione Gestione telematica delle assemblee Gestione dei canoni di locazione e altri adempimenti COVID19. FAQ DECRETO CURA ITALIA DELL'UFFICIO GIURIDICO-FISCALE CSI L’Ufficio giuridico-fiscale del CSI risponde alle domande più frequenti dal territorio associativo. La pagina è in continuo aggiornamento. Leggi intanto le più importanti FAQ finora fatte e le risposte degli esperti. Segui il link » http://www.csi-net.it/index.php?action=pspagina&idPSPagina=4373