CSI - Volterra
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LO SPORT È UN DIRITTO NON UNA EVENTUALITÀ

E ci domandiamo come mai non facciamo figli ??? L’insofferenza è giusta ormai al parossismo e non riusciamo ad accettare il piccolo prezzo che comporta il coltivare i valori della nostra società. Il CSI ha cercato di intervenire e verificheremo nelle prossime settimane se il messaggio è stato recepito. Parliamo ovviamente del divieto imposto dall’autorità giudiziaria all’oratorio di Santa Teresa a Palermo di effettuare al suo interno attività ricreativa per i bambini. Tutto è nato dal braccio di ferro imposto da alcuni condomini dell’edificio adiacente che hanno denunciato frastuono e schiamazzi, causati dall’attività ludica di bambini e adulti, effettuata alle diverse ore della giornata, fin dal 1955 fino ad oggi senza problematiche di sorta. Qualcosa però è cambiato, è intervenuto il giudice e nell’attualità tutto è inibito, soprattutto l’uso della palla, finché le mura dell’impianto non saranno insonorizzate a dovere, Ma anche allora le restrizioni non saranno poche. Ovviamente la Parrocchia ha fatto ricorso e la seconda sezione del Tribunale di Palermo ha incaricato un consulente del tribunale di studiare il caso e di trovare una soluzione utile a tutti e non troppo costosa. Appare evidente come in un momento così delicato per l’educazione dei giovani queste strutture siano preziose e l’attività aggregativa svolta nell’oratorio sia necessaria. Occorre considerare, per comprendere bene la problematica, che proprio accanto all’oratorio c’è la clinica Torina, i cui responsabili medici considerano preziosa la presenza dell’oratorio e di quei ragazzi festanti, per la qualità dell’umore dei pazienti ricoverati. Quando si dice che si sono sensibilità diverse è proprio vero! Il Centro Sportivo Italiano ha preso in mano la situazione ed ha organizzato un momento di festa e di ritrovo fra le parrocchie della diocesi, proprio all’interno di quell’oratorio, mettendo insieme un centinaio di ragazzi con le rispettive famiglie, che si sono ritrovati, scrupolosamente senza pallone (!), per un momento di festa e di pic-nic. Un segnale importante a tutela del diritto dei ragazzi di giocare e divertirsi in luoghi sani e protetti. E’ importante infatti intervenire affinché l’intolleranza non trovi ulteriori spazi, oltre a quelli purtroppo già conquistati, senza dimenticarsi però che l’oratorio è luogo di incontro e non di scontro e quindi occorre fare un passo avanti anche per tutelare le sensibilità dei condomini querelanti anche se, nel passato come nel presente, mai si è esagerato in quei luoghi per le attività ricreative, tanto da generare un disturbo intollerabile. Ma si sa, talvolta certi contrasti nascono più per incomprensione e a causa di piccoli episodi inevitabili nelle comunità di città come quella di Palermo. Forza ragazzi: lo sport è un vostro diritto non una eventualità.

"COMMERCIALE" O "NON COMMERCIALE",

IL NODO DA SCIOGLIERE DELLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

Gli enti dovranno sottoporsi ad un test e confrontare i costi e i ricavi relativi ad ogni singola attività. L’attività è considerata non commerciale solo se i ricavi non superano i costi del 5%. Una disposizione che pone almeno cinque ordini di problemi La Riforma introduce un nuovo criterio per individuare la natura commerciale o “non commerciale” dell’ente. Il cuore delle disposizioni fiscali è contenuto nell’art. 79 secondo il quale le attività di interesse generale si considerano di natura non commerciale (e quindi non tassabili) quando sono svolte a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superano i costi effettivi, tenuto conto anche degli apporti economici delle pubbliche amministrazioni e salvo eventuali importi di partecipazione alla spesa previsti dall'ordinamento. Nella sostanza un Ente del Terzo Settore dovrà sottoporre le attività che conduce ad un test e confrontare i costi e i ricavi relativi ad ogni singola attività. L’attività è considerata non commerciale solo se i ricavi non superano i costi del 5%. Ma molti sono per adesso i problemi interpretativi della norma e pertanto è necessario che la discussione e il confronto nel merito continuino e cerchino di dirimere problematiche ad oggi apparentemente insanabili.
I RIBOLLITI

NO ALCOOL SI PARTY – BIG FUN NO TRIP

Pensavamo di essere stati gli unici a pensare all’organizzazione di iniziative ricreative organizzate in modo da contrastare l’uso di alcool, e invece anche in Romagna si son messi seriamente a contrastare lo sballo. Un’iniziativa “discoteca senza alcool” è partita da Forlì dove, nelle scorse settimane, la quattordicenne Matilde, seguita da un folto gruppo di giovanissimi, ha promosso la “Festa senz’alcool” nella discoteca Controsenso. Lo slogan è stato “Big fun no trip” (grande divertimento senza sballo) e sono stati serviti drink a base di frutta, latte e cioccolato; poi arriva il carretto dello zucchero filato. Il proprietario della discoteca è fortemente convinto della bontà dell’investimento, perché un costo tutto ciò lo presenta alla fine ed anche le famiglie plaudono all’iniziativa. Speriamo che la cosa prenda spazio sempre di più, che ci sia continuità ed anche da noi possa decollare l’iniziativa prevista per la stagione sportivo scolastica 2020/21.

E’

L’ORA

DI

OPPORSI

CON

FORZA

ALLO

SFRUTTAMENTO

DEI

GIOVANI NELLO SPORT

Lo sport è un elemento importante della “Carta dei Diritti Umani” e della “Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo” perché rappresenta un valore universale, essenziale nella formazione e conseguente benessere psico-fisico di ogni individuo, dal bambino all’anziano. Ma lo sport è anche spettacolo e mentre ciò ne promuove la diffusione lo fa cadere anche nella rete del business. Quando ciò accade può nascere un forte conflitto di interessi fra sport e Diritti Umani. I bambini hanno diritto di praticare sport, di divertirsi e di giocare, di partecipare ad un allenamento che si adatta alla loro età e non viceversa, al ritmo individuale e non generalizzato, con la garanzia della competenza di chi somministra gli esercizi, senza l’obiettivo di diventare un domani un campione a tutti i costi. E in verità le organizzazioni che somministrano lo sport anche a livello internazionale si ispirano tutti a questi principi, ma dove il business è più redditizio, possiamo con facilità verificare crimini legati allo sfruttamento sportivo dei bambini. Quando c’è il talento dei giovani atleti si possono generare enormi profitti e in questi casi le aziende dello sport preferiscono infrangere le regole e realizzare il profitto enorme che ne consegue anche a costo di pagare delle multe. Mentre le nostre società sportive giovanili si sforzano in tutti i modi di promuovere per i loro giovani un’attività idonea alle loro necessità le grandi d’Europa ne fanno di tutti i colori cercando i giovani talenti nei paesi poveri, spesso africani, a rischio di aggirare le regole dell’immigrazione, del lavoro minorile e dell’etica sportiva. Ma è bene intendersi: non si parla solo di calcio. Nessun Paese e nessuno sport ne sono esenti. Anche dove l’organizzazione di valorizzazione dei talenti è fortissima, come nei college degli Stati Uniti, meno del 2% dei ragazzi riesce a diventare professionista, che non significa diventare campione ma solo vivere di sport, mentre il rimanente 98% deve rivalutare completamente i propri progetti e questo per loro è grave come una forte delusione d’amore: crea un danno psicologico spesso irreversibile ed ecco che lo sport non è più al servizio dei giovani, ma sono i giovani che vengono vergognosamente sfruttati. E’ l’ora di opporsi con forza allo sfruttamento dei giovani nello sport.

NIENTE IVA SUI CONTRIBUTI PUBBLICI ALLE ASSOCIAZIONI

Non sono rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto le somme corrisposte dalla pubblica amministrazione a organizzazioni di volontariato; l'agenzia delle Entrate, con la risposta all'istanza di interpello n. 58/2020, ha fornito alcuni interessanti chiarimenti. Il quesito Un ministero ha chiesto all'agenzia delle Entrate quale fosse la disciplina fiscale da applicare ai fini Iva sulle somme corrisposte a un'associazione di volontariato, che si occupa del mantenimento di animali confiscati come previsto dalla normativa nazionale e regionale. L'attività è resa dall'associazione nell'interesse della pubblica amministrazione che, a seguito della stipula di una convenzione, ha stabilito un importo a copertura delle spese effettivamente sostenute e tariffate annualmente. Il ministero ha fatto presente, nell'istanza, che l'associazione risulta essere regolarmente iscritta nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato tenuto dalla Regione. La risposta delle Entrate L'agenzia delle Entrate ha evidenziato che l'articolo 8, comma 2, primo periodo, della legge 266/1991 prevede, tra l'altro, che «le operazioni effettuate dalle organizzazioni di volontariato di cui all'articolo 3, costituite esclusivamente per fini di solidarietà, non si considerano cessioni di beni, prestazioni di servizi ai fini dell'imposta sul valore aggiunto».

«PRAY AND PLAY» IL VANGELO DELLA CLERICUS CUP

Il 7 e l'8 marzo fischio d'inizio del mondiale pontificio. L'edizione n.14 del campionato ecclesiastico ha avuto inizio con una Messa. L'omelia e il saluto di don Alessio Albertini. Ancora due gironi per squadre di sacerdoti e due gironi per i seminaristi. Debutto assoluto per il Collegio Argentino. Portoghesi e brasiliani sempre insieme. Sabato 30 maggio le finali. Il 27 maggio i capitani in udienza da Papa Francesco. La quattordicesima edizione della Clericus Cup vedrà al via sedici squadre in campo. Il Mondiale calcistico della Chiesa, presentato quest’anno presso Il Centro sportivo Pio XI, dei Cavalieri di Colombo, è promosso dal Centro Sportivo Italiano, con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale del tempo libero, turismo e sport della Cei, del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano, quest’anno sostenuto dai Cavalieri di Colombo. La Clericus Cup conferma la novità introdotta nel 2019, quella cioè che vedrà nella prima fase delle competizioni, seminaristi e sacerdoti impegnati in gironi differenti. Un modo per vivere le gare di qualificazione ‘inter pares’, rispettando i distinti percorsi formativi e le tappe intermedie per arrivare ai ministeri: pastorali per i più esperti “don”, accademici per gli studenti che non hanno ancora ricevuto l’ordinazione presbiteriale.

GOVERNO: LO SPORT A PORTE CHIUSE NON CI COINVOLGE

MA IL CSI DI VOLTERRA ED I DIRIGENTI SCOLASTICI DEL TERRITORIO ADOTTANO INSIEME ALCUNE PRECAUZIONI Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, di concerto con il Ministro della Salute Roberto Speranza, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ieri 25 febbraio e immediatamente entrato in vigore, ha fatto chiarezza nella selva di ordinanze regionali, uscite nei giorni scorsi talvolta in modo frettoloso e nebuloso. Il testo del decreto ha stabilito che fino al marzo in tutti i Comuni di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia, con la sola esclusione di quelli della c.d. “Zona Rossa”, sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento, all'interno di impianti sportivi utilizzati “a porte chiuse”, cioè senza la presenza di pubblico e/o di estranei. Non vi sono invece restrizioni di sorta per tutte le altre regioni, dove l’attività sportiva al momento può proseguire con regolarità e quindi anche in Toscana abbiamo il via libera dalle istituzioni nazionali e regionali. Tali provvedimenti sono stati prorogati poi di una settimana per le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. L’auspicio di tutti noi è che l’emergenza possa essere superata nel più breve tempo possibile per tutti gli sportivi d’Italia. Circa l’emergenza Coronavirus, il Centro Sportivo Italiano ribadisce il proprio impegno alla diffusione e all’osservazione delle disposizioni delle Autorità competenti, rispetto alla sospensione delle attività sportive di tutte le manifestazioni e competizioni sportive, di ogni ordine e disciplina, ivi compresi anche gli allenamenti collettivi, organizzate dal CSI e dalle società sportive ad esso affiliate nei territori in cui sono operativi detti provvedimenti. Il Centro Sportivo Italiano stigmatizza e si dissocia dal comportamento di coloro che per qualunque ragione non rispettino queste disposizioni. Il Centro Sportivo Italiano è costantemente in contatto con le autorità competenti e adotterà prontamente i provvedimenti e le disposizioni che esse riterranno più opportune per la sicurezza di tutti. Anche il CSI di Volterra, in sintonia con le disposizioni dei Dirigenti Scolastici, ha sospeso la programmazione della Festa I.C. Pomarance di nuoto a Larderello, programmata per lo scorso giovedì 27 febbraio, la festa di Palla rilanciata riservata alle classi quarta e quinta della Primaria Volterra prevista per lo stesso giorno e la festa di Pallavolo, organizzata per la scuola Media di Pomarance e prevista invece per venerdì 28 febbraio. Tutte queste attività verranno riprogrammate in altri periodi di questo anno sportivo/scolastico.