CSI - Volterra
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“CHE EMOZIONE STAI PROVANDO? FELICITÀ!”.

Questa è la vittoria più importante delle Homelimpiadi del CSI che si sono concluse domenica 12 luglio. Una manifestazione che ha unito idealmente l’Associazione dalle Alpi fino alla Sardegna in un weekend di divertimento e di festa. Una passione straordinaria che ha permesso di superare le difficoltà del lockdown e realizzare una gara nazionale di corpo libero di ginnastica artistica e ritmica “a distanza” su una piattaforma online con programmi di attività adattati dalla commissione tecnica agli spazi casalinghi e la giuria collegata via web per assegnare punteggi e stilare le classifiche. “Che emozione stai provando? Felicità!”. Questa è la vittoria più importante delle Homelimpiadi del CSI che si sono concluse domenica 12 luglio. Una manifestazione che ha unito idealmente l’Associazione dalle Alpi fino alla Sardegna in un weekend di divertimento e di festa. Una passione straordinaria che ha permesso di superare le difficoltà del lockdown e realizzare una gara nazionale di corpo libero di ginnastica artistica e ritmica “a distanza” su una piattaforma online con programmi di attività adattati dalla commissione tecnica agli spazi casalinghi e la giuria collegata via web per assegnare punteggi e stilare le classifiche. Le pedane di gara sono state “allestite” in luoghi insoliti, a volte anche ridotti: dalle camerette colorate, ai salotti e cucine, alle cantine o nei parchi, nei sottotetti, mansarde, giardini e garage adibiti a palestre. Addirittura ci sono state esibizioni durante un matrimonio, nei pressi di una strada trafficata, a bordo piscina o in località marittime o di vacanza con scenari mozzafiato. Insomma una gara senza confini, che ha visto protagoniste anche le famiglie che hanno dovuto trasformare gli spazi domestici in pedane di gara e cimentarsi alla ricerca dell’inquadratura ideale attraverso il proprio smartphone, e dei tecnici che hanno accompagnato e sostenuto i finalisti nel corso della gara e durante il percorso di preparazione. Una gara vissuta in maniera diversa dagli atleti e dalle atlete finaliste, che non hanno fatto mancare impegno e dedizione nell’esecuzione degli esercizi al corpo libero e un sorriso contagioso che ha fatto divertire tutti. Un gran lavoro di squadra e spirito di servizio quello offerto dalla giuria e dalle commissioni tecniche che hanno coordinato i vari turni di gara. Sono stati ben trecento i finalisti partecipanti, 202 nella ginnastica artistica e 98 nella ritmica. Lazio, Campania ed Emilia Romagna le regioni con più sorrisi, ma, il successo è stato comunque per tutte le ginnaste, capaci di mettersi in gioco in giardino come davanti ad un divano per amore di uno sport, come la ginnastica che appassiona sin dalla più tenera età. Vittorie anche in Piemonte, Sardegna, Toscana Trentino e Alto Adige.La ginnastica artistica ha visto esibirsi 68 ginnaste al venerdì, 108 sabato e in conclusione 62 la domenica. Domenica, a salutare i finalisti arancioblu, è stato il presidente nazionale Vittorio Bosio: “Siamo orgogliosi di questa iniziativa che da un’idea del CSI Bologna si è poi estesa a livello nazionale con grande entusiasmo. Le Homelimpiadi sono state l’unica alternativa “sportiva” possibile durante il lockdown attraverso un format web che ha voluto rispondere al desiderio di ricominciare di tanti appassionati e portare un messaggio di speranza alle società sportive. La fase nazionale, infatti, è stata un happening della speranza, della gioia e dello stare insieme che ci ha permesso di superare le difficoltà. La ginnastica, artistica e ritmica, è un’importante realtà dal punto di vista della partecipazione e del coinvolgimento soprattutto giovanile. Ci auguriamo di poter riprendere al più presto l’attività appena sarà possibile“. Positivo quindi il bilancio di questa prima edizione delle Homelimpiadi che ha raggiunto l’obiettivo più importante: “risvegliare” la voglia di sport e mantenere viva negli atleti, istruttori e società sportive, la voglia di stare insieme, di allenarsi e di vivere insieme un weekend di divertimento e di festa. Elementi da sempre cari al Centro Sportivo Italiano. Un primo e un terzo posto per la Toscana, entrambi di Massa Carrara: Salvatori Luna si classificata terza nella categoria Tigrotte (large 2011) e Della Nina Greta ha vinto la categoria junior (super 2004).

AL CENTRO I PERCORSI FORMATIVI CSI

La formazione degli educatori e istruttori, unitamente all'attività sportiva, è da sempre l'impegno più continuo del Csi, che viene svolta oltre che a livello nazionale, anche nei comitati regionali. Il Csi Toscana, nel mese di giugno, ha dato vita alla nuova formazione Academy. Oltre 30 neofiti istruttori hanno raggiunto il traguardo finale, conseguendo la qualifica di primo livello, nel settore polisportivo di educatore Safe Sport. Un interessante percorso formativo, lungo e impegnativo, che è partito con la formazione nazionale dei moduli Covid 1 e 2 Covid, fino ad arrivare ai moduli regionali 3 e 4, completato con il test verifica finale. Già alcuni neo istruttori Safe Sport sono operativi nell'animazione sportiva dei campi estivi, che, consapevoli del loro mandato, non si limitano a organizzare e guidare i giovani nelle diverse attività sportive, ma aiutarli a crescere, ad essere leali e rispettare le regole in campo e nella vita. Ecco che qui il Csi ha fatto centro! Altri "ciessini toscani", in in questi caldi giorni di luglio, hanno fatto richiesta per i percorsi formativi; anche loro vogliono diventare, oltre che educatori Safe Sport, Istruttori primo livello! Le iscrizioni sono aperte fino al 15 luglio, per chi vuole aderire può iscriversi sulla piattaforma CEAF Csi, compilando la scheda con i propri dati, per partecipare il 18 LUGLIO 2020 DALLE ORE 9 ALLE ORE 15, webinar online alla formazione regionale dei moduli 2 e 3 (gratuiti), a cura della Formazione Csi Toscana Academy. Ecco il link per l'iscrizione https://ceaf.csi- net.it/iscrizioni/9136/eef28878d493267735a16cfcd5e5b879. Il percorso completo parte dai moduli formativi covid 1 e 2, nel progetto Safe Sport® del Centro Sportivo Italiano, in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e J Medical. Vista la grande richiesta di partecipazione, i corsi on-demand sulla piattaforma CSI Academy, sono disponibili nuovamente dal 7 luglio al 7 agosto 2020. Link iscrizione: https://ceaf.csi-net.it/iscrizioni/9106/6b8901d6e3c14b5be24c2b45963e534d Link iscrizione: https://ceaf.csi-net.it/iscrizioni/9107/a70c1097909bca30f57b1feb9e374617 Proprio così si realizza la missione Csi, modulare sapientemente l'azione educativa con quella tecnico-organizzativa implementando la possibilità di formazione. Educando attraverso lo sport come strumento di promozione umana e sociale. Solo grazie ai tanti allenatori, arbitri , dirigenti e animatori sportivi che con dedizione e amore, si impegnano a promuovere un'attività sportiva di valore e ben organizzata, a disposizione di tutti i cittadini, per una migliore qualità della vita a tutela della salute. In particolare lo sport per lo sviluppo delle capacità motorie dei più giovani, ed una loro migliore ed equilibrata crescita psico-fisica. Specialmente in questi ultimi mesi di emergenza sanitaria, in cui sono mancate le sane abitudini di sport, benessere e stili di vita.

FINANZIAMENTO

A

FONDO

PERDUTO

A

SOSTEGNO

DI

INTERVENTI

DI

REALIZZAZIONE

E

RIGENERAZIONE

DI

IMPIANTI

SPORTIVI

E

DIFFUSIONE DI ATTREZZATURE SPORTIVE.

Il “Bando Sport e periferie” ha per oggetto l’individuazione di interventi da finanziare volti alle seguenti finalità: a) realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi finalizzati all’attività agonistica, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane; b) diffusione di attrezzature sportive con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali esistenti; c) completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti da destinare all’attività agonistica nazionale e internazionale Soggetti beneficiari Possono presentare domanda di contributo per il finanziamento degli interventi con finalità previste dal bando le Regioni, le Province/Città Metropolitane, i Comuni e i seguenti soggetti non aventi fini di lucro: federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, associazioni e società sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, enti religiosi civilmente riconosciuti. Per quanto concerne le Federazioni, le discipline sportive associate e gli enti di promozione sportiva si specifica che la richiesta deve essere avanzata esclusivamente dagli organismi sportivi nazionali e non dalle rispettive articolazioni e/o rappresentanze territoriali. Entità e forma dell'agevolazione. L’importo del contributo erogato per ciascun intervento non può essere, in ogni caso, superiore a €700.000,00 pena l’esclusione dalla procedura. Scadenza: sarà possibile presentare domanda dalle ore 10.00 del giorno 20 luglio 2020 fino alle ore 10.00 del 30 settembre 2020

CARO

MINISTRO,

È

UNA

RIFORMA

DELLO

SPORT

CHE

NON

CONVINCE.

Il 9 luglio è stata rilasciata la bozza del Testo Unico di riforma dello sport disegnata dal ministro Spadafora. Ben 124 pagine in cui si trova di tutto, dagli agenti sportivi alla graduale abolizione del vincolo sportivo sino ad una esatta definizione di “cavallo atleta”. Ciò che manca è proprio una visione globale, strategica dei problemi dello sport italiano, a cominciare dal vizio originale del sistema: aver conservato al Coni il compito, di unico e supremo gestore dello sport. In Italia lo sport si è così sviluppato in maniera sbilanciata, indirizzando al Coni e alle sue Federazioni l’attività di eccellenza, a scapito della diffusione di uno sport di massa praticato dai cittadini per aggregazione, divertimento, bisogno di salute e altre finalità umane e sociali. È un miracolo tutto italiano che questo sport “sociale” sia cresciuto così tanto nei decenni, da raggruppare oggi i due terzi della popolazione sportiva nazionale. Gran parte del merito di tale fioritura va agli Enti di promozione sportiva, che pur tra inevitabili errori e ritardi, hanno consentito a generazioni di italiani di praticare un “altro” sport. In circostanze di forte subalternità al sistema Coni–Federazioni, potendo fruire soltanto delle briciole delle risorse gestite dall’ente olimpico dei cinque cerchi. Il Csi e con esso altri Enti, chiedevano da decenni una legge di riordino complessivo e che si riconoscesse alle due gambe dello sport pari dignità, diritti, indipendenza e peso specifico. Bene, è proprio ciò che manca nel testo unico di Spadafora. Anzi, l’associazionismo di promozione, che in Italia rappresenta la fetta più consistente del movimento sportivo, è tornato nel limbo di chi esiste, lavora ma non conta. Agli Eps, cioè alla grande rappresentanza del sport di massa, è stato tolto il diritto, riconosciuto negli anni Duemila, di essere seduti nel Consiglio nazionale e nella Giunta Coni. L’unica assise in cui sono ammessi è la nascente “Consulta nazionale dello sport”, convocata almeno una volta l’anno dal Dipartimento dello Sport, neonata struttura amministrativa della Presidenza del Consiglio. La Consulta, però non ha alcun potere reale ed è composta da una larga molteplicità di soggetti. Non si tratta ora di “mettere le mani avanti”, o addirittura di “tirare la tovaglia dalla propria parte”; ma è impossibile assistere inerti ad un simile stravolgimento dello sport italiano. Gli Eps, che a dispetto della loro diffusione, sono al lumicino in tema di sostegno pubblico stanno subendo un taglio del 30% dei già esigui finanziamenti alle strutture. Se non si rimedia, in autunno, migliaia di società sportive rischiano di non trovare più le attività e i campionati giovanili e amatoriali cui iscriversi. Leggendo il testo unico, ho poi la sensazione che gli Enti e le società vengano accomunati in un unico destino punitivo. E mi domando: perché mai? Speriamo che il Governo possa ripensarci. E pensarci bene. Nove milioni di cittadini che hanno scelto liberamente di aderire all’associazionismo di promozione restano così senza voce e una chiara collocazione. Vien da pensare che conti di più il benessere del “cavallo atleta”, che quello delle persone, cittadini più o meno giovani, che amano fare attività dilettantistica. IL VOLUME SOCIALE NELLO SPAZIO DEGLI ENTI DI PROMOZIONE Martedì sera gli Enti di promozione sportiva hanno incontrato, in videoconferenza, il ministro dello Sport, Spadafora, potendo così rappresentare le loro istanze in vista dell’approvazione della riforma dello sport che, confermata dallo stesso Spadafora, avverrà entro agosto. Disponibile al confronto, va ringraziato il ministro, che non si è sottratto al dialogo, a volte anche spigoloso, prendendo nota delle preoccupazioni degli enti. Inutile negare infatti che il testo unico della riforma, allo stato attuale, crea molte preoccupazioni nella diversificata e diffusa realtà dello sport di base. Dando atto che molti aspetti della riforma sono condivisibili e che un quadro normativo più aggiornato sia ormai necessario, va sottolineata la nostra presenza, quali Enti che promuovono lo sport accessibile a tutti, non specialistico o professionale, nella vita della Nazione. È vero che il Csi, curandosi dei giovani e con un ventaglio di proposte ludiche per i più piccoli, non è il solo ente quotidianamente impegnato a proporre sport educativo. È però assai rappresentativo nel settore e da 76 anni offre e organizza con risultati straordinari anche attività sportiva agonistica per migliaia di atleti e dirigenti impegnati nei campionati di calcio, volley, basket, nuoto, sci e molto altro: un mondo che non ha le connotazioni della professionalità ma quelle della serietà, della affidabilità, della continuità e dell’inclusione. Queste peculiari caratteristiche vanno tutte salvaguardate. Dunque ben vengano norme chiare e applicabili, o i doverosi controlli dello Stato. Se qualcosa non è fatto nelle regole, i primi danneggiati sono proprio quegli Enti rispettosi delle norme. Non è più il tempo di sole autocertificazioni: occorrono verifiche puntuali sulla veridicità. La legge contiene spunti buoni e interessanti che vanno assimilati e condivisi, su cui la promozione sportiva deve trovare altro tempo per confrontarsi. Chi meglio, infatti, può illustrare le esigenze del territorio e delle società con cui nel Paese abbiamo scritto la storia dello sport? L’attività sportiva non è un movimento marginale in Italia e dobbiamo tutelarla per il bene che produce ogni giorno, in termini sociali, economici, sportivi e culturali. Lo sport non è poi proprietà esclusiva di qualcuno: degli Enti, delle Fsn. C’è spazio per tutti, ma ciascuno faccia al meglio ciò che gli compete. Nei grandi cambiamenti non può mancare attenzione verso quegli atteggiamenti scorretti di chi tende a danneggiare gli altri per conseguirne un indebito vantaggio. Ok difendere i propri interessi, ma in una concorrenza leale che premi chi è più bravo e affidabile. Gli Enti devono poter proporre attività sportiva organizzata, certo non a livello professionistico, continuando ad offrire ai cittadini sport competitivi, ma dentro i canoni dell’amatorialità. Negli anni della società malata di sedentarietà e carenza di attività fisica, penalizzare chi organizza sport alla portata di tutti, inclusivo e accogliente, è esattamente il contrario di quanto si dovrebbe fare e sia auspicabile da responsabili nazionali che abbiano a cuore benessere e progresso sociale. Specie in un mondo drammaticamente scosso ma che cerca di guardare ad un futuro migliore del presente. Nel rispetto dei bambini e dei giovani, interamente dipendenti dalle scelte fatte oggi ma con ricadute decisive sul loro futuro. Vittorio Bosio – Presidente Nazionale del Centro Sportivo Italiano

IL CSI NELLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

In programma una serie di incontri formativi/informativi online per dirigenti sulla riforma del Terzo Settore e sul percorso di adeguamento statutario per i comitati regionali e territoriali. Il Centro Sportivo Italiano prosegue il percorso di adeguamento alla riforma del Terzo settore. Si tratta di un obiettivo che, come ha lasciato intendere dal Presidente Vittorio Bosio nel recente Consiglio Nazionale Csi, coinvolgerà nel percorso di adeguamento statutario al Codice del Terzo settore (CTS) sia il livello nazionale che quello regionale e territoriale. Occorreranno alcune tappe da rispettare per gli enti, primo tra tutti, l'adeguamento statutario e la consapevolezza per gli operatori dei vantaggi derivanti dalla riforma. Confermata la compatibilità tra l'iscrizione nel Registro CONI e nel RUNTS gli enti affiliati al CSI potranno scegliere la sezione del RUNTS dedicata alle associazioni di promozione sociale (APS), conservando i benefici fiscali attuali. Perciò, per conoscere al meglio le novità e le opportunità offerte dalla riforma del Terzo Settore, la Presidenza nazionale del CSI organizza una serie di incontri formativi e informativi, rivolti ai dirigenti dei comitati territoriali e regionali dell'Associazione. Sono tre gli incontri formativi in programma sul tema “Il Centro Sportivo Italiano nella riforma del Terzo Settore” che saranno tenuti in videoconferenza dall'avv. Gabriele Sepio e dai collaboratori dello Studio Acta: Il nuovo Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) - 29/7/2020, 18:00/19:00 L'inquadramento fiscale del CSI e dei suoi Comitati regionali, territoriali e locali alla luce della riforma del Terzo settore - 30/7/2020, 18:00/19:00 La disciplina contabile degli enti del Terzo Settore (CTS) e la disciplina delle reti associative del Terzo Settore - 31/7/2020, 18:00/19:00 Sport ed inclusione sociale sono alcuni dei principali fondamenti al centro della riforma del Terzo Settore. Diversi i temi da affrontare: dalle regole della vita associativa a quelle amministrative. Dagli obblighi di trasparenza e rendicontazione alle agevolazioni fiscali. Dal ruolo del volontariato al rapporto tra terzo settore e pubblica amministrazione. Le opportunità di finanziamento, la nuova impresa sociale, il servizio civile universale. Oltre agli incontri formativi, sono previsti inoltre tre momenti di informazione che intendono accompagnare i comitati territoriali e regionali nel percorso di adozione del proprio Statuto, secondo quanto previsto dalla riforma del Terzo Settore. Per consentire un più agile confronto, gli incontri saranno previsti a gruppi di regioni: •3 agosto 18.30/19.30 - comitati del Nord (Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto) •4 agosto 18.30/19.30 - comitati del Centro (Lazio, Marche, Abruzzo, Toscana, Umbria) •5 agosto 18.30/19.30 - comitati del Sud e Isole (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna)