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IL REGISTRO CONI DELLE ASD/SSD

Le agevolazioni previste e come iscriversi al Registro 2.0 Il Registro è lo strumento che il CONI ha istituito per confermare definitivamente il "riconoscimento ai fini sportivi" alle associazioni/società sportive dilettantistiche costituite in conformità all'art. 90 della L. 289/2002 e succ. modif., già affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate ed agli Enti di Promozione Sportiva. Le associazioni/società iscritte al Registro saranno inserite nell'elenco che il CONI, ogni anno, deve trasmettere ai sensi della normativa vigente, al Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate. II Registro, gestito da un applicativo web, si articola in due sezioni: •"sezione pubblica" contenente i dati delle Associazioni e Società sportive correttamente iscritte al Registro medesimo. I dati, aggiornati dagli Organismi di affiliazione, sono accessibili e consultabili da chiunque si connetta al sito internet del CONI; •"sezione riservata" contenente ulteriori dati sull'Associazione/Società la cui consultazione riservata all'Organismo sportivo di affiliazione e alle Associazioni/Società iscritte dotati di username e password. Le Associazioni/società iscritte possono visualizzare solo i propri dati. L'accesso alla sezione riservata è altresì consentito all'Agenzia delle Entrate e all’lNPS per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali. Su richiesta motivata di altre Istituzioni pubbliche, il CONI può procedere all'estrazione dei dati ivi inseriti, trasmettendoli agli Enti richiedenti. Le agevolazioni previste per le ASD/SSD Le agevolazioni derivanti dal "riconoscimento ai fini sportivi di una ASD/SSD" prevedono innanzitutto la possibilità di usufruire di un regime fiscale agevolato (disciplinato dalla legge 16 dicembre 1991 n. 398 e succ. modif.) sia per quanto riguarda la determinazione dell’Iva che per le imposte dirette, che, inoltre, per gli aspetti giuslavoristici e previdenziali. In particolare: •ai proventi di natura commerciale si applica un coefficiente di redditività molto più basso; •un sistema forfettario di determinazione dell’Iva; •l’esonero dal pagamento delle tasse sulle concessioni governative; •l’esonero dall’obbligo di tenuta delle scritture contabili (libro giornale, libro degli inventari, registri Iva, scritture ausiliarie e di magazzino, registro beni ammortizzabili); •l’esonero dall’emissione di scontrini e, o ricevute fiscali; •l’esonero dalla redazione dell’inventario e del bilancio; •l’esonero dagli obblighi di fatturazione e registrazione (tranne che per sponsorizzazioni, cessione di diritti radio – TV e pubblicità); •la possibilità di iscrizione all'elenco delle ASD che partecipano al riparto del "5 per mille" dell'IRPEF, in base all'art. 1, comma 1, lettera "e" del DPCM del 23/04/2010; •la de-commercializzazione dei corrispettivi specifici percepiti da soci, associati e tesserati, di cui al comma 3 dell’art. 148 del TUIR (DPR n. 917/1986) ai fini delle imposte dirette, e art. 4, comma 4 del DPR n. 633/1972, ai fini IVA; •la possibilità di erogare compensi agli sportivi dilettanti e ai collaboratori amministrativo- gestionali con un regime fiscale agevolato, in quanto rientranti nella categoria dei “redditi diversi”; infatti, i primi 10.000 euro annui, che sono esenti da IRAP, IRPEF e contributi INPS, in base agli artt. 67 e 69 del TUIR (DPR 917/1986) e norme collegate, modificati dall'art. 1, comma 228 della Legge 205 del 27/12/2017 (c.d. "Legge di Bilancio 2018"). Per ulteriori informazioni in materia, le associazioni/società affiliate possono rivolgersi gratuitamente all'Ufficio Giuridico-Fiscale del CSI Nazionale. La iscrizione al Registro di una ASD/SSD Una volta effettuata e regolarizzata l’affiliazione della Associazione/Società, il CSI provvede alla iscrizione della stessa al Registro, mediante la trasmissione al CONI dei dati e dei documenti ad essa riferiti, attestandone la corrispondenza ai requisiti richiesti dalla normativa di legge e regolamentare prevista in materia. Con l'inserimento di tutti i dati e documenti richiesti nella sezione documentale, la procedura di iscrizione al Registro si intende perfezionata. Al termine della procedura viene generato il certificato di iscrizione al Registro, che è l'unico documento che prova l'effettivo riconoscimento ai fini sportivi del CONI. Il certificato, che in caso di accertamento fiscale viene sempre richiesto dagli incaricati, è scaricabile ogni anno da ciascun iscritto accedendo alla sezione riservata del Registro. Non è sufficiente che il nome della società sia inserito nel Registro per godere dei benefici previsti, ma è indispensabile essere in possesso del certificato di iscrizione, che è scaricabile SOLO se tutti i dati e i documenti richiesti sono completi e regolari. Attenzione: attraverso il collegamento in tempo reale con l’Anagrafe Tributaria, viene una verifica di esistenza e correttezza del Codice Fiscale della società sportiva, di quello del Presidente, degli altri dirigenti e di tutti tesserati di ciascuna ASD/SSD. La correttezza e completezza dei dati anagrafici sulle tessere è perciò FONDAMENTALE. Vanno obbligatoriamente trasmessi al CSI (ovvero caricati in proprio, con “upload” sulla piattaforma CSI di Tesseramento Online) i seguenti documenti sociali scansionati in formato PDF (o altri formati digitali): •l’Atto Costitutivo: in caso di smarrimento o inesistenza dello stesso (caso frequente nelle società di antica costituzione) può essere temporaneamente redatta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante lo smarrimento/distruzione ovvero l’inesistenza di tale documento, nonché la data/anno di costituzione desunta da notizie verbali/scritte o altri documenti nella disponibilità della società sportiva; appena possibile però è consigliabile recarsi dal Notaio e ripetere l'atto, che va registrato all’Ufficio del Registro presso la Agenzia delle Entrate; •lo Statuto, che deve essere a norma della vigente Legge (con tutte le diciture previste a partire dall’1/1/2003) ed OBBLIGATORIAMENTE REGISTRATO all’Ufficio del Registro presso la Agenzia delle Entrate (vanno obbligatoriamente indicati l’Ufficio, il numero e la data di registrazione). Anche le società che hanno provveduto solo al cambio di denominazione sociale con una delibera risultante da un verbale di Assemblea dei soci, aggiungendo la dicitura “Associazione Sportiva Dilettantistica” prima o dopo il nome della Società, dovranno necessariamente ed obbligatoriamente registrare tale verbale di modifica corredato dallo Statuto corretto, per poter ottenere le agevolazioni fiscali di cui al paragrafo precedente. •l’attestato di attribuzione alla società del Codice Fiscale (ed eventualmente della Partita IVA) rilasciato dalla Agenzia delle Entrate all’atto della costituzione o successivamente in caso di ogni modifica del Presidente/Legale Rappresentante. A tal proposito va sottolineato che ogni qualvolta cambi il Presidente della Società, OBBLIGATORIAMENTE ne va data comunicazione ENTRO 30 GIORNI(allegando il verbale di nomina, vedi sotto) alla Agenzia delle Entrate utilizzando il Modello AA5/6; l’Agenzia delle Entrate modificherà GRATUITAMENTE i dati del nuovo Legale Rappresentante e rilascerà un attestato di attribuzione aggiornato. In fase di aggiornamento non verrà modificato il numero di codice fiscale, ma solamente i dati ad esso collegati. Nella piattaforma va sempre caricato il certificato più recente, intesttao al Presidnete in carica. •il verbale di nomina/elezione del Presidente/Legale Rappresentante; •copia (fronte/retro) del documento di identità del Presidente/Legale Rappresentante in corso di validità; in caso di carta di identità di vecchio formato (non quello nuovo digitale, di formato europeo) è consigliabile allegare anche la copia della Tessera Sanitaria attestante il proprio codice fiscale corretto. Il CSI provvederà centralmente a trasmettere al CONI Nazionale tutti i dati obbligatori, nonché i files dei documenti societari obbligatori che troverà nell’Area Documenti del Tesseramento Online di ciascuna società sportiva affiliata. Il "Registro 2.0" delle ASD/SSD Il Registro “2.0” riassume tutti i dati e i documenti relativi alla Società sportiva; una società che ha più affiliazioni (a più di una FSN/DSA/EPS) ha perciò un solo account nel quale sono accorpate tutte le affiliazioni ed iscrizioni in essere, e i loro dati devono essere coerenti tra di loro (ad es. stesso Presidente, stesso Consiglio Direttivo, stessi documenti societari). Ciò le consente di tenere monitorata la propria situazione, di scaricare un solo certificato di iscrizione, di verificare una sola volta i propri dati, di controllare che non risulti più affiliata nell'anno in corso a FSN/DSA/EPS che ha abbandonato in passato. Le società ASD/SSD iscritte al Registro sono tenute a fare il primo accesso alla piattaforma, compilando una autodichiarazione del Legale rappresentante che, completa di documento di riconoscimento, va caricata in un unico file PDF sulla piattaforma CONI. Oltre a verificare che tutti i dati trasmessi dagli Organismi Sportivi a cui si è affiliati siano corretti, le società devono inserire la data e gli estremi di registrazione dello Statuto e dell'Atto Costitutivo; fatto questo, devono stampare il certificato di iscrizione/riconoscimento sportivo per l’anno in corso. E' possibile scaricare dal link qui sotto, il manuale di istruzioni per eseguire queste procedure: h t t p s : / / w w w . c o n i . i t / i m a g e s / r e g i s t r o / c o s e _ r e g i s t r o / 2 0 1 7 . 1 2 . 2 8 _ M a n u a l e _ A S D _ p e r _ R S S D _ 2 . 0 _ v e rs_1.3.pdf

MODELLO EAS

E’ questo un argomento che abbiamo trattato più volte negli anni soprattutto perché spesso non è ottemperato dalle associazioni che, conseguentemente, corrono il rischio di incorrere in gravi conseguenze. La trasmissione del modello EAS è infatti indispensabile per la decommercializzazione delle entrate istituzionali delle associazioni che consente di non pagare tasse sulle quote associative, i contributi e i corrispettivi percepiti dai soci nell’ambito della loro attività istituzionale. E’ quindi bene ricordare che ci sono tre categorie principali di contribuenti in ordine al modello EAS: quelli soggetti, quelli esonerati e quelli esclusi. Andiamo a vedere queste ultime due categorie. Sono esonerati dall’obbligo di presentazione del modello EAS: •le associazioni pro-loco che hanno esercitato l’opzione per il regime agevolato di cui alla legge 398/1991; •gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del CONI che non svolgono attività commerciale; •le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate dal D.M. 25/5/95. Sono esclusi dall’obbligo di presentazione del modello EAS: •le onlus; •gli enti che non hanno natura associativa come ad esempio le fondazioni; •i patronati che non svolgono al posto delle associazioni sindacali promotrici le loro proprie attività istituzionali; •gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale come ad esempio i fondi pensione; •le cooperative sociali di cui alla Legge 381/1991; •gli enti di diritto pubblico.

ECOBONUS

ECOBONUS AL 110% ANCHE PER GLI IMPIANTI SPORTIVI

E’ questo un argomento che abbiamo trattato più volte negli anni soprattutto perché spesso non è ottemperato dalle associazioni che, conseguentemente, corrono il rischio di incorrere in gravi conseguenze. La trasmissione del modello EAS è infatti indispensabile per la decommercializzazione delle entrate istituzionali delle associazioni che consente di non pagare tasse sulle quote associative, i contributi e i corrispettivi percepiti dai soci nell’ambito della loro attività istituzionale. E’ quindi bene ricordare che ci sono tre categorie principali di contribuenti in ordine al modello EAS: quelli soggetti, quelli esonerati e quelli esclusi. Andiamo a vedere queste ultime due categorie. Sono esonerati dall’obbligo di presentazione del modello EAS: •le associazioni pro-loco che hanno esercitato l’opzione per il regime agevolato di cui alla legge 398/1991; •gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del CONI che non svolgono attività commerciale; •le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate dal D.M. 25/5/95. Sono esclusi dall’obbligo di presentazione del modello EAS: •le onlus; •gli enti che non hanno natura associativa come ad esempio le fondazioni; •i patronati che non svolgono al posto delle associazioni sindacali promotrici le loro proprie attività istituzionali; •gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale come ad esempio i fondi pensione; •le cooperative sociali di cui alla Legge 381/1991; •gli enti di diritto pubblico. Come funziona l'Ecobonus al 110% e come potrebbe cambiare La detrazione al 110%, che verrebbe corrisposta in cinque quote annuali di pari importo, potrebbe essere valida per le spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2022, con un’estensione rispetto a quanto finora previsto proprio per quest’ultimo anno. Il bonus al 110% può essere utilizzato per una serie di interventi: isolamento termico, sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di riscaldamento con impianti centralizzati per il riscaldamento e il raffrescamento, per la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione. A questi tre interventi si può abbinare anche l’installazione dei pannelli fotovoltaici e delle colonnine per la ricarica delle vetture elettriche. Nei condomini in cui non è possibile effettuare gli interventi, la detrazione si applica anche alla singola unità immobiliare. I lavori devono migliorare di due classi energetiche le condizioni dell’edificio o di una sola nel caso in cui non sia possibile un maggiore incremento. Ecobonus al 110%, governo favorevole a estensioni La proposta della maggioranza viene accolta positivamente dal governo, il che sembra garantire l’approvazione dell’emendamento al decreto Rilancio che estende l’Ecobonus al 110%. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, commenta: “Accolgo con favore le proposte trasversali volte a estendere il Superbonus al 110% per l’efficientamento energetico e le misure antisismiche fino al 2022, anche a tutte le seconde case. È ed è sempre stato questo il mio obiettivo, infatti la proposta iniziale che ho presentato prevedeva proprio questo ampio margine temporale e di applicazione”. Stesso messaggio condiviso dal sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi: “Cercherò di favorire questa modifica. In primis, perché aumenta enormemente la possibilità di utilizzo del Superbonus e anche perché, oltre a favorire l’edilizia e quindi la creazione di posti di lavoro, darebbe una mano enorme ai piccoli Comuni”. continua su: https://www.fanpage.it/economia/ecobonus-al-110-come-potrebbe-cambiare- estensione-alla-seconde-case-e-proroga-fino-a-fine-2022/ https://www.fanpage.it/

SAFE: UNA FORMAZIONE

ALLA TUTELA DI MINORI E PERSONE VULNERABILI

Il CSI è partner del progetto “SAFE”, finanziato dall'Unione Europea grazie al bando "Prevenire e combattere la violenza e la violenza di genere contro i bambini", nell'ambito del programma "Diritti, uguaglianza e cittadinanza" per promuovere l'adozione di politiche di salvaguardia dei minori in diverse impostazioni e settori. Il progetto è coordinato dall'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23) e il partenariato è tutto italiano: oltre al Centro Sportivo Italiano anche l'Associazione Cattolica Italiana e l'Università di Bologna. Della durata di 24 mesi, si propone di sviluppare e formalizzare un'adeguata Policy sulla protezione e tutela del bambino. Dopo una prima fase di ricerca e di sviluppo della metodologia, verrà testata l'applicazione pratica della Policy attraverso: - una formazione rivolta agli adulti che lavorano e/o sono a stretto contatto con i bambini nelle diverse organizzazioni coinvolte - una formazione dei formatori e delle forze dell'ordine - la predisposizione di uno strumento di formazione online, che garantirà la replicabilità delle attività formative in altri stati membri dell'Unione Europea. UN’EPOCALE RIFORMA IN EQUILIBRIO TRA SPORT, SALUTE E BENESSERE Stiamo vivendo uno snodo cruciale nella storia dello sport in Italia. La riforma sul tavolo del ministro Spadafora è una sfida epocale, da affrontare con coraggio e chiarezza di intenti, ma, se possibile, anche con la più ampia condivisione delle realtà di riferimento: gli Enti di Promozione sportiva, anzitutto, le Federazioni ed il Coni. Il Csi è parte significativa di quella sterminata galassia di Eps che, avendo a cuore l’attività di base, sono anche i più accreditati e i più esperti nel proporre sport a valenza sociale. Mi riferisco infatti a circa 95 mila società sportive in tutta Italia: ben più della metà di tutti gli sportivi praticanti nel Paese. Di queste circa 13 mila solo del Csi. La situazione ad oggi è di una quotidiana ricerca di equilibrio fra lo sport di chi eccelle (chi fa sognare i ragazzi e appassionare gli adulti) e lo sport di chi vuole solo divertirsi e stare bene, non chiedendo null’altro che un’occasione di giocare con gli amici, in modo organizzato e sicuro. Il Csi è da oltre 75 anni in questa seconda parte, con risultati scritti nella storia della Nazione. Oggi cambia il quadro di riferimento normativo e dobbiamo essere capaci di interpretare l’evoluzione per collocare il Csi nel posto che gli spetta per continuare a servire un progetto di sport al servizio della persona. Perciò seguiamo con attenzione l’approvazione dei decreti attuativi della riforma del Terzo Settore, perché un ruolo importante è riservato alle Associazioni di Promozione Sociale. Non significa di cambiare il corso della nostra storia ma avere la necessaria apertura mentale per poter continuare ad essere quello che siamo sempre stati. La delega assegnata al ministro dello Sport, Spadafora, è un’occasione straordinaria per migliorare la situazione generale. Un compito arduo ed entusiasmante insieme, roba da far “tremar le vene e i polsi”. Da qui il nostro dovere di mettere in luce alcuni aspetti cruciali. Ad esempio i limiti posti dalle norme vigenti per entrare a far parte del sistema sportivo, con l’iscrizione nel “Registro Coni”. Sono elencate ben 386 discipline sportive, apparentemente una base sufficientemente ampia per scegliere cosa e come fare. Non è così. Tale elenco chiude in realtà la possibilità di proporre liberamente attività motorie non codificate ma di alto impatto sociale. Come se un’Associazione che svolge una disciplina riconosciuta sia più meritevole d’attenzione di un’altra che svolge attività a servizio della comunità in cui opera, promuovendo con attività ludiche e aggregative per bambini, ragazzi e giovani. Fuori da ulteriori tecnicismi, è indubbiamente utile ricordare che nella Disciplina del Terzo Settore, è menzionata «l’organizzazione e la gestione di attività sportive dilettantistiche ». E allora perché non confermare il trattamento amministrativo previsto per le Asd iscritte nel Registro Coni, anche per quelle che potrebbero essere accolte nel nuovo Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts)? La Presidenza e il Consiglio Nazionale del Csi già da tempo si confrontano su questi temi per individuare per tempo la strada da seguire. Ma è importante che a livello governativo si tenga conto delle peculiarità delle società sportive di base, del bene a favore della società civile e soprattutto delle fasce più deboli e fragili. Non disperdiamo allora questo grande patrimonio di esperienze e di volontariato, per il bene comune, con riforme che non li valorizzino o, peggio, che ne mortifichino l’attività. Vittorio Bosio Presidente CSI Nazionale «PROSEGUE IL PERCORSO VERSO IL REGISTRO UNICO DEL TERZO SETTORE» Il Csi prosegue il suo percorso di adeguamento alla riforma del Terzo settore. Questo il tema principale emerso nella riunione del Consiglio Nazionale di sabato scorso e che vedrà l’ente di Promozione Sportiva coinvolto nel riconoscimento come rete associativa nazionale del Terzo settore. Si tratta di un obiettivo che, come sottolineato dal Presidente Vittorio Bosio, coinvolgerà nel percorso di adeguamento statutario al Codice del Terzo settore (Cts) sia il livello nazionale che quello regionale e territoriale. Presente ai lavori anche l’Avv. Gabriele Sepio, tra i massimi esperti in materia, che ha illustrato il percorso che porterà gli enti verso l’iscrizione nel Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) la cui operatività è attesa per i primi mesi del prossimo anno. Come chiarito dall’Avv. Sepio ci saranno alcune tappe da rispettare per gli enti, primo tra tutti, l’adeguamento statutario e la consapevolezza per gli operatori dei vantaggi derivanti dalla riforma. Gli enti affiliati al Csi potranno scegliere la sezione del Runts dedicata alle associazioni di promozione sociale (Aps), conservando i benefici fiscali attuali. Nel corso della seduta il dibattito si è concentrato su altri aspetti particolarmente rilevanti. Tra tutti la conferma della compatibilità tra l’iscrizione nel Registro Coni e nel Runts. Per quanto riguarda i compensi agli sportivi e le relative agevolazioni spettanti fino a 10 mila euro, si è ribadito che gli enti del Terzo settore potranno continuare a beneficiarne. Si tratta di una precisazione importante che interessa molti tecnici e atleti impegnati nelle attività del Csi. Altro punto ha riguardato la fiscalità. Gli enti che entreranno nel Runts disapplicheranno il regime della 398/91 a partire probabilmente dal 2022, sostituendolo con una misura analoga indicata nel Cts. Con la differenza che, rispetto ad oggi, la tassazione agevolata sarà rivolta a tutte le entrate e non più solamente a quelle riferite alle discipline Coni. Sotto questo aspetto la riforma valorizza alcuni punti chiave promossi dagli enti di promozione che uniscono allo sport anche l’inclusione sociale.