CSI - Volterra
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CONTRIBUTI

A

FONDO

PERDUTO:

PRONTE

OLTRE

9.000

ATTESTAZIONI PER LE ASD DEL CSI

E’ terminato in questi giorni il processo di caricamento online delle oltre 9.000 attestazioni destinate alle ASD affiliate al Centro Sportivo Italiano, utili per completare la richiesta di contributi a fondo perduto erogato dallo Stato e che sarà possibile effettuare a partire dalle ore 12 di lunedì 22 giugno e per i successivi sei giorni. Le attestazioni, che contengono i dati societari e la certificazione del numero di tesserati e delle attività sportive/didattiche svolte dalla ASD/SSD sotto l’egida del CSI, sono già disponibili per ciascuna delle oltre 9.000 ASD affiliate ed aventi diritto, scaricabili gratuitamente dall’area riservata del Tesseramento Online accessibile con le credenziali della società. La procedura di richiesta del contributo, disponibile interamente online all’indirizzo www.sport.governo.it, è semplice, completamente gratuita e si compilerà in pochi minuti. Sullo stesso sito dell’Ufficio per lo Sport del Governo italiano sono consultabili anche il testo del Decreto e le linee guida dei criteri per l'assegnazione dei contributi, nonché utili FAQ per rispondere ai più comuni quesiti in merito.

INFANZIA E ADOLESCENZA: IL GRUPPO CRC SCRIVE A CONTE

Urge un piano strategico nazionale e al sistema dell’educazione il 15% degli investimenti previsti per la ripresa. Nel mondo 1 miliardo e 650 milioni di bambini/e e ragazzi/e hanno interrotto le normali attività scolastiche per l’emergenza Covid-19. In Italia sono 9,8 milioni, il 16,8% della popolazione. E’ importante mettere al centro dell’agenda politica un investimento su di loro che rappresentano il presente e il futuro del paese a cui sono legate le opportunità di sviluppo economico e civico di tutta la collettività. Ripartire dall’educazione e dai diritti delle nuove generazioni con investimenti e politiche per consentire all’Italia di risollevarsi, perché senza attenzione ai diritti dei bambini e degli adolescenti non può avvenire una vera ripartenza. Con un documento articolato in cinque punti, e una richiesta di incontro al Presidente del Consiglio, nove reti di organizzazioni impegnate nel campo dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, tra cui il gruppo CRC, cui aderisce il CSI, chiedono di aprire un’interlocuzione con il Governo. In questi mesi di lockdown dovuti al diffondersi dell’epidemia, milioni di bambini e adolescenti, con i loro genitori, hanno subìto una doppia crisi, economica ed educativa, in un Paese che mostrava già dati allarmanti e gravi disuguaglianze nelle opportunità di crescita, di apprendimento e di sviluppo. Un milione e 137 mila, pari all'11,4% (dato 2019) sono i minorenni che in Italia vivono in povertà assoluta, il 14,5% degli e delle adolescenti abbandona la scuola, il 12,3% dei ragazzi/e tra 6-17 anni vive in case prive di strumenti informatici, pc o tablet, il 10,5% dei ragazzi/e tra 15 e 19 anni non è occupato e non é inserito in un percorso di formazione. Si tratta di una emergenza acuita dalla pandemia, ma che ha radici più lontane. Le nove reti firmatarie ritengono fondamentale e strategico intervenire per colmare i gravi squilibri demografici e sociali a svantaggio delle nuove generazioni, erose dalla bassa natalità e ad alto rischio di povertà materiale ed educativa. Serve un forte segno di discontinuità dopo decenni di limitati investimenti su istruzione e politiche per l’infanzia e l’adolescenza, al fine di rilanciare il futuro del Paese, in coerenza con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell'Onu, sottoscritta da 193 Paesi inclusa l’Italia. Le richieste contenute nel documento “educAzioni: cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti”, condiviso dalle reti firmatarie, si articolano su cinque priorità: l’attivazione, a partire dai territori più svantaggiati, dei Poli educativi 0-6 anni, sotto il coordinamento del Ministero dell’Istruzione, con garanzia di accesso gratuito per le famiglie in difficoltà economica; la costruzione di patti educativi territoriali per coordinare l’offerta educativa curriculare con quella extracurriculare, mantenendo le scuole aperte tutto il giorno, coordinati e promossi dagli enti locali, in collaborazione con le scuole e il civismo attivo; la possibilità di raggiungere i più colpiti dal black out educativo a partire dall’estate, con una offerta educativa personalizzata, da proseguire alla ripresa delle scuole, con un’attenzione speciale al benessere psicologico, alle necessità degli alunni disabili e agli adolescenti usciti dal circuito scolastico; l’allocazione del 15% del totale degli investimenti per il superamento della crisi in educazione per dotare le scuole delle risorse necessarie, migliorare la qualità dell’istruzione rendendola più equa e incisiva, contrastare la povertà educativa e la dispersione; la definizione di un piano strategico nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza, con obiettivi chiari e sistemi di monitoraggio, per promuovere il rilancio diffuso delle infrastrutture sociali e educative. Il contenuto del documento è stato discusso in un webinar pubblico nella giornata del 17 giugno alle 14:30 sulla pagina Facebook EducAzioni - i 5 passi.

COS’E’ IL GRUPPO CRC

Il Centro Sportivo Italiano, fa parte del Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), il network che da tempo si occupa attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, coordinato da Save the Children Italia e attualmente composto da 100 soggetti del Terzo Settore. Il Gruppo CRC si è costituito nel dicembre 2000 con l’obiettivo prioritario di preparare il Rapporto sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Convention on the Rights of the Child CRC) in Italia, supplementare a quello presentato dal Governo italiano, da sottoporre al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza presso l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Da allora il network redige regolarmente Rapporti di aggiornamento annuali e periodici. Finalità del Gruppo CRC Ottenere una maggiore ed effettiva applicazione in Italia della CRC e dei suoi Protocolli Opzionali. Mandato del Gruppo CRC. Garantire un sistema di monitoraggio* indipendente, permanente, condiviso ed aggiornato sull’applicazione della CRC e dei suoi Protocolli Opzionali e realizzare eventuali e connesse azioni di advocacy. *Per monitoraggio si intende “l’esame e l’analisi della prassi, delle politiche per l’infanzia e della legislazione in vigore o in corso di attuazione, a livello nazionale e locale, al fine di verificarne la congruità con i principi espressi dalla CRC e in particolare con le Osservazioni Conclusive del Comitato ONU”. Per azioni di advocacy si intendono attività di confronto con le Istituzioni e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che vengono realizzate dal Gruppo CRC nei casi in cui dal monitoraggio compiuto si rilevi la divergenza o il contrasto tra le prassi, le politiche per l’infanzia e la legislazione in vigore o in corso di attuazione, a livello nazionale e locale, con i principi espressi dalla CRC e con le Osservazioni Conclusive del Comitato ONU. Curiosità: La denominazione “Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza” deriva dalla traduzione italiana di NGO Group for the CRC, un network d, con sede a Ginevra, che si è costituito nel 1983 nella fase di elaborazione della CRC ed ha avuto un ruolo molto importante nel processo di redazione della CRC. Il Gruppo CRC ha fatto parte di tale rete che aveva come obiettivo quello di facilitare la promozione, l’implementazione e il monitoraggio della CRC in particolare facilitando la partecipazione delle Coalizioni nazionali di ONG nazionali alle Sessioni del Comitato ONU. Per saperne di più visita il sito dell’NGO Group for the CRC ora Child Rights Connect.

APPELLO-

LA

RIFORMA

DELLO

SPORT

NON

PUÒ

PIÙ

ATTENDERE

OLTRE

Della necessità di una riforma del sistema sportivo si parla praticamente da sempre, purtroppo senza risultati concreti. Da una rilettura di quanto avvenuto dalla nascita della Repubblica Italiana, ad oggi, si capisce chiaramente che la buona volontà non manca, ma che probabilmente è invece sempre mancata una visione complessiva del fenomeno fin troppo trascurato. Lo sport, infatti, non è un settore ben delimitato della vita sociale. Al contrario, più il tempo passa e meglio si evidenziano le sue importanti ricadute sulla vita sociale, sulle relazioni, sulla sanità, sulla cultura e sull'economia nazionali. Basti pensare alle preoccupanti statistiche sulla diffusione delle malattie da vita sedentaria tra i ragazzi, alla fragilità di alcune generazioni di giovani che, abbandonati gli studi, vengono lasciati senza una guida e un accompagnamento, alle famiglie sempre più sole nel gestire problematiche dalle importanti ricadute socio–economiche. All'orizzonte c'è, spiace dirlo, il declino della società italiana, sempre più “vecchia” perché nulla sostiene le famiglie che hanno il coraggio di fare figli. Eppure la soluzione sarebbe a portata di mano, se soltanto la politica, quella “alta”, intesa come luogo di elaborazione dei progetti che uniscono il destino di una nazione, si fermasse a riflettere sull'importanza dello sport di base, dell'associazionismo, della cura di tante piccole società sportive, rette da dirigenti che ho spesso definito eroici, ma che pian piano, demoralizzati e stanchi, stanno abbandonando il campo. Bisogna fare qualcosa e subito, ma il cammino di ogni riforma finora è stato cieco e sordo alle vere istanze educative e formative dello sport. Cieco e sordo alle istanze delle famiglie. Cieco e sordo alle istanze degli enti di promozione sportiva, delle società sportive, degli oratori, dei Comuni e di tutte le realtà che si occupano, a titolo di volontariato, del sostegno e della diffusione della pratica sportiva. Siamo oggi ad una svolta epocale. O si fa qualcosa oppure, proseguendo su questa strada, si distruggerà quanto di buono è stato fatto finora. Credo che un po' di storia del passato recente e meno recente, aiuti a capire questo mio preoccupato appello. È un iter quello sulla riforma dello sport, che ha radici lontane, sin dal periodo postfascista, da Luigi Gedda, fondatore del Csi, che arriva alla politica anni'70, quando furono istituite le Regioni in Italia; che va dai primi vacilli negli anni '80 del Totocalcio garanzia in Italia di quella peculiarità su cui si reggeva l'autofinanziamento dello sport in Italia per arrivare al decreto legge del 1996, del vicepresidente del Consiglio, Walter Veltroni, allora ministro vigilante sullo sport. In questa rubrica settimanale andrò ad approfondire alcuni passaggi significativi; dal decreto Melandri, all'istituzione della Coni Servizi nel 2002, fino alla riforma del Titolo V della Costituzione, per ripercorrere la storia e pensare da quanti anni si cerca di creare uno spazio dignitoso per lo sport di base! Ed arrivare alla neonata Sport & Salute ed all'attuale ministro dello sport, Vincenzo Spadafora che ha annunciato la riforma prima dell'estate. Che sia la volta buona? Vorremmo sperarlo, anche se ora non si vede la luce in fondo al tunnel. Ci aspettano forse tempi ancora più difficili? Attenzione, perché come ricordavano i nostri saggi genitori, a distruggere ci vuole un attimo. Ricostruire poi, a volte, è impossibile. Vittorio Bosio – Presidente Nazionale del Centro Sportivo Italiano

HOMELIMPIADI, HA VINTO LA VOGLIA DI SPORT

Sperimentato con successo il nuovo format “Homelimpiadi”, la manifestazione on line che ha coinvolto i Comitati CSI territoriali. Atlete, istruttrici e commissioni tecniche regionali CSI, con il Coordinamento Tecnico Nazionale Attività Sportiva, hanno dato vita al format “Homelimpiadi”. Una vera competizione sportiva che le atlete hanno affrontato su una pedana virtuale. Un gioco di squadra che ha visto protagonista la famiglia per poter “trasformare” i propri appartamenti in minipalazzetti, con salotti, corridoi, garage e giardini adibiti a palestre. Nella fase2, del periodo di distanziamento sociale anti-contagio covid19, l'artistica e la ritmica CSI hanno giocato “in casa”: le ginnaste hanno sperimentato con successo il programma degli esercizi da compiere, assistite dai tecnici collegati via web, con i punteggi della giuria che ha stilato le classifiche. Movimento, passione, fantasia e gioco di squadra sono stati gli ingredienti principali delle Homelimpiadi, che il progetto del Centro Sportivo Italiano ha sperimentato con la manifestazione sportiva online, “risvegliando” la voglia di sport , raggiungendo l'obiettivo di mantenere viva negli atleti, istruttori e società sportive, la voglia di stare insieme, di allenarsi e di portare avanti i valori positivi che lo sport insegna.