CSI - Volterra
DECRETO AGOSTO 2020
© CSI - Comitato di Volterra

Decreto

Agosto

pubblicato

in

Gazzetta

Ufficiale

lo

scorso

14

agosto,

novità

in

arrivo

anche

per

il

non

profit

e

il

mondo

sportivo.

Oltre

all’ampliamento

delle

misure

di

sostegno

e

all’introduzione

di

nuovi

incentivi,

va

segnalata

l’estensione

dell’accesso

al

fondo

garanzia

PMI

da

parte

di

tutti

gli

enti

non

commerciali.

Una

modifica

molto

attesa

che

abbiamo

a

suo

tempo

sollecitato

sulle

pagine

di

VITA

e

che

finalmente

è

stata

introdotta

fornendo

maggiori

opportunità

per

gli

enti

non

profit

che

stanno

attraversando

non

poche

difficoltà

finanziarie

(qui

il

pezzo

di

Riccardo

Bonacina).

Ma

andiamo

con

ordine e proviamo ad esaminare gli interventi più significativi.

Estensione

a

tutti

gli

enti

non

commerciali

della

possibilità

di

accedere

al

Fondo

di

Garanzia

per

le

PMI

La

prima

importante

novità

riguarda,

come

anticipato,

l’estensione

a

tutti

gli

enti

non

commerciali

della

possibilità

di

accedere

alle

risorse

del

Fondo

di

garanzia

per

le

PMI

cosi

come

previsto

all’art.

13

del

DL

Liquidità.

Accesso

che

viene

consentito

a

prescindere

dall’iscrizione

in

specifici

registri

o

dallo

svolgimento

di

attività

d’impresa.

Viene

così

superato

l’ingiustificato

disallineamento

creato

dalla

legge

di

conversione

del

DL

Liquidità,

che

nell’ampliare

la

misura

in

favore

degli

enti

senza

scopo

di

lucro

si

era

limitata

a

richiamare

gli

“enti

del

Terzo

settore,

compresi

gli

enti

religiosi

civilmente

riconosciuti,

esercenti

attività̀

di

impresa

o

commerciale,

anche

in

via

non

esclusiva

o

prevalente

o

finalizzata

all'autofinanziamento”.

La

precedente

formulazione,

quindi,

limitava

notevolmente

l’accesso

al

fondo

di

garanzia

per

gli

enti

non

profit,

richiedendo

necessariamente

la

qualifica

di

“ente

del

Terzo

settore”

(che

ad

oggi,

in

attesa

dell’istituzione

del

nuovo

Registro

unico

nazionale,

è

ancora

legata

all’iscrizione

nei

registri

delle

organizzazioni

di

volontariato,

delle

associazioni

di

promozione

sociale,

o

delle

Onlus)

e

prevedendo

l’ulteriore

requisito

dello

svolgimento

di

attività

commerciale,

anche

in

via

residuale.

Sarebbero

stati

così

tagliati

fuori

non

solo

i

tanti

enti

che

non

sono

iscritti

nei

registri

Onlus,

ODV

o

APS,

ma

anche

quelli

che

svolgono

l’attività

con

modalità

esclusivamente

non

commerciale.

La

modifica

del

D.L.

Agosto

interviene

proprio

su

questi

due

aspetti,

estendendo

l’accesso

al

Fondo

di

garanzia

a

tutti

gli

enti

non

commerciali,

inclusi

gli

enti

del

Terzo

settore

e

gli

enti

religiosi

civilmente

riconosciuti

(art.

64,

comma

3

del

D.L.

104/2020).

Un

dato

importante

riguarda

anche

la

terminologia

utilizzata

dal

legislatore.

Dal

momento

che

si

tratta

di

misure

che

nascono

per

il

sostegno

alle

imprese

è

stato

correttamente

introdotto

anche

un

adeguamento

ad

hoc

solo

per

gli

enti

non

commerciali.

Occorre

considerare,

infatti,

che

questi

ultimi

non

sempre

svolgono

una

attività

d’impresa

e,

molto

spesso,

non

producono

ricavi

nel

senso

proprio

del

termine.

Per

questa

ragione

gli

enti

non

profit,

a

differenza

delle

imprese,

potranno

accedere

al

credito

tenendo

conto

non

solo

dei

ricavi ma anche di rendite, proventi o entrate, comunque denominate.

Misure a sostegno dello sport

Nell’ambito

delle

misure

di

sostegno

al

mondo

dello

sport,

il

Decreto

di

Agosto

introduce

un

apposito

credito

d’imposta,

volto

ad

incentivare

gli

investimenti

in

campagne

pubblicitarie

e

sponsorizzazioni

nei

confronti

di

leghe,

società

sportive

professionistiche

e

società

e

associazioni

sportive

dilettantistiche

(ASD

e

SSD)

iscritte

nel

registro

CONI

(art.

81

del

D.L.

104/2020).

Il

bonus

spetta

per

gli

investimenti

pubblicitari

effettuati

dal

luglio

al

31

dicembre

2020

ed

è

riconosciuto

ad

imprese,

lavoratori

autonomi

ed

enti

non

commerciali

in

misura

pari

al

50%

della

spesa.

Si

tratta

di

un

incentivo

piuttosto

importante

che

potrà

essere

utilizzato

per

sollevare

le

sorti

di

molte

realtà

sportive

strutturate

ed

organizzate

che

in

questo

momento

hanno

subito

importanti

perdite

legate

al

calo

di

entrate

sia

istituzionali

che

provenienti

da

sponsorizzazioni.

Particolare

attenzione,

tuttavia,

dovrà

essere

prestata

alla

verifica

delle

condizioni

per

fruire

del

beneficio.

Il

credito

d’imposta,

infatti,

spetta

a

condizione

che

la

spesa

pubblicitaria

superi

la

misura

minima

di

10

mila

euro,

e

che

siano

utilizzati

sistemi

di

pagamento

tracciabili.

L’investimento,

inoltre,

deve

essere

effettuato

nei

confronti

di

leghe,

società

sportive

professionistiche,

ASD

e

SSD

che

svolgano

attività

sportive

giovanili,

che

operino

in

discipline

ammesse

ai

Giochi

Olimpici

e

che

presentino

ricavi

nel

periodo

d’imposta

2019

pari

ad

almeno

200mila

euro

e

fino

a

un

massimo

di

15

milioni

di

euro.

Quanto

al

tetto

massimo

dell’agevolazione,

il

credito

d’imposta

spetta

agli

investitori

nel

limite

previsto

dai

regolamenti

europei

in

tema

di

aiuti

de

minimis

e

comunque

fino

ad

esaurimento

delle

risorse

complessivamente

stanziate,

pari

a

90

milioni

di

euro.

In

caso

di

insufficienza

delle

risorse

rispetto

alle

richieste,

è

previsto

un

limite

individuale,

pari

al

5%

del

totale

delle

risorse.

Quindi

con

un

limite

massimo

di

4,5

milioni

di

euro.

Salvo

eventuali

diverse

indicazioni

da

parte

del

decreto

attuativo

della

misura,

lo

sponsor

dovrebbe

poter

cumulare

con

il

credito

d’imposta

del

50%

anche

la

deduzione

integrale

della

spesa

di

pubblicità.

Questo

significa

che,

laddove

dovesse

essere

confermata

questa

cumulabilità,

una

società

che

investe

in

pubblicità,

grazie

a

questa

misura,

potrebbe

arrivare

a

recuperare

dal

fisco

fino

a

quasi

l’80%

di

quanto

versato

(quindi

il

50

per

cento

del

tax

credit

piu

la

deduzione

IRES

e

IRAP).

L’art.

81

del

Decreto

Agosto,

infatti,

introduce

una

presunzione

legale

tale

per

cui

la

spesa

si

considera

deducibile

come

“pubblicità̀,

volta

alla

promozione

dell'immagine,

dei

prodotti

o

servizi

del

soggetto

erogante

mediante

una

specifica

attività̀

della

controparte”

(in

analogia

con

quanto

previsto

per

i

corrispettivi

in

denaro

in

favore

delle

ASD

e

SSD

dall’art.

90,

comma

8,

della

l.

289/2000).

Va

segnalato

che

sono

espressamente

escluse

dall’ambito

applicativo

della

disposizione

le

sponsorizzazioni

effettuate

nei

confronti

delle

associazioni

e

società

sportive

che

optano

per

il

regime

forfetario

di

cui

alla

L.

398/1991.

Il

riferimento

alle

sole

“sponsorizzazioni”

lascia

tuttavia

qualche

dubbio

interpretativo

sull’effettiva

portata

dell’esclusione,

tenuto

conto

che

il

credito

d’imposta

si

applica

anche

ad

altre

tipologie

di

spese

per

pubblicità.

Sarebbe

dunque

opportuno

un

chiarimento

in

sede

di

conversione

del

decreto,

così

da

stabilire

se

gli

enti

che

applicano

la

L.

398/1991

siano

esclusi

a

priori

dalla

misura,

o

solo

per

le

somme

qualificabili

come

sponsorizzazioni.

Si

tratta

di

una

precisazione

importante,

considerato

che

sono

numerose

le

ASD

e

SSD

che

applicano

il

regime

della

L.

398/1991

e

che operano proprio nel settore delle attività sportive giovanili.

Misure a sostegno della cultura

Nuove

misure

di

interesse

anche

per

gli

enti

non

profit

attivi

nella

promozione

dell’arte

e

della

cultura.

Per

sostenere

uno

dei

settori

più

colpiti

dall’interruzione

delle

attività

a

causa

della

pandemia,

il

Decreto

Agosto

prevede

un

ulteriore

rifinanziamento

del

Fondo

per

le

emergenze

delle

imprese

e

delle

istituzioni

culturali

già

previsto

dal

Decreto

Rilancio

che

viene

così

portato

a

una

dotazione

complessiva

di

231,5

milioni

per

il

2020

(art.

80

del

D.L.

104/2020).

In

particolare,

il

Fondo

è

destinato

al

sostegno

dei

musei

e

luoghi

della

cultura,

della

filiera

dell’editoria

e

al

ristoro

delle

perdite

derivanti

dall’annullamento

di

spettacoli,

fiere,

congressi

e

mostre

a

causa

dell’emergenza

Covid-19.

Le

modalità

di

assegnazione

delle

risorse

dovranno

essere

stabilite

con

uno

o

più

Decreti

del

Ministro

per

i

beni

e

le

attività

culturali.

Sempre

in

considerazione

dell’impatto

della

pandemia

sul

settore

della

cultura,

il

Decreto

Agosto

prevede

uno

sconto

della

seconda

rata

IMU

2020,

che

non

sarà

dovuta,

tra

gli

altri,

per

gli

immobili

destinati

a

spettacoli

cinematografici,

teatri,

sale

concerti

e

spettacoli

(categoria

catastale

D/3),

a

condizione

che

il

proprietario

sia

anche

gestore

delle

attività

esercitate (art. 78 del D.L. 104/2020).

Ulteriori sospensioni dei versamenti

Sul

fronte

dei

versamenti

fiscali

e

previdenziali,

il

D.L.

di

Agosto

prevede

anche

a

favore

degli

enti

non

profit

una

ulteriore

possibilità

di

pagamento

rateale,

su

un

periodo

di

più

di

due

anni,

dei

versamenti

sospesi

dal

Decreto

Cura

Italia

e

dal

Decreto

Liquidità,

il

cui

pagamento

era

stato

già

rinviato

al

prossimo

16

settembre

dal

DL

Rilancio

(artt.

126

e

127

del

D.L.

34/2020).

Le

norme

in

questione

riguardano

diverse

tipologie

di

versamenti,

con

requisiti

che

variano

a

seconda

della

tipologia

di

ente

e

del

periodo

di

scadenza

(marzo,

aprile

o

maggio).

Con

specifico

riferimento

agli

enti

non

commerciali,

l’ulteriore

proroga

dei

pagamenti

disposta

dal

D.L.

Agosto

riguarda,

in

particolare:

i

versamenti

delle

ritenute

alla

fonte

per

redditi

da

lavoro

dipendenti,

contributi

previdenziali

e

assistenziali

e

premi

per

l’assicurazione

obbligatoria

in

scadenza

ad

aprile

e

maggio

2020,

a

prescindere

dal

calo

del

fatturato

(art.

18,

comma

5

del

D.L.

Liquidità);

i

versamenti

IVA

in

scadenza

ad

aprile

e

maggio,

al

ricorrere

delle

condizioni

di

riduzione

del

fatturato

previste

per

le

imprese

dall’art.

18

del

D.L.

Liquidità

(nel

dettaglio:

calo

del

fatturato

o

dei

corrispettivi

di

almeno

il

33%

rispetto

a

marzo

2019

in

caso

di

ricavi

non

superiori

a

50milioni

di

euro;

calo

del

fatturato

o

dei

corrispettivi

di

almeno

il

50%

al

di

sopra

di

tale

soglia

di

ricavi);

Per

le

Onlus,

ODV

e

APS,

la

sospensione

dei

versamenti

riguarda

anche

quelli

relativi

alle

ritenute

per

redditi

da

lavoro

dipendente,

ai

contributi

previdenziali

e

assistenziali,

ai

premi

per

l’assicurazione

obbligatoria

e

all’IVA

in

scadenza

a

marzo

2020,

a

prescindere

dal

calo

del

fatturato

(art.

61,

del

D.L.

Cura

Italia).

Per

federazioni

sportive,

enti

di

promozione

sportiva

ed

associazioni/società

sportive,

inoltre,

la

sospensione

riguarda

i

versamenti

di

ritenute

per

redditi

da

lavoro

dipendente,

contributi

previdenziali

e

assistenziali

e

premi

per

l’assicurazione

obbligatoria

in

scadenza

da

marzo

fino

al

30

giugno

2020

(art.

61,

comma

5

del

D.L.

Cura

Italia).

Per

tutti

questi

adempimenti,

il

D.L.

di

agosto

prevede

la

possibilità

di

diluire

i

pagamenti

su

un

periodo

di

più

di

due

anni,

rinviando

il

versamento

della

metà

del

dovuto

al

16

settembre

2020

(così

come

già

previsto

dal

DL

Rilancio)

e

distribuendo

il

versamento

della

restante

metà

secondo

un

piano

rateale.

Più

nel

dettaglio,

un

importo

pari

al

50%

delle

somme

oggetto

di

sospensione

potrà

essere

versato

in

un’unica

soluzione

entro

il

16

settembre

2020

o

mediante

rateizzazione,

fino

ad

un

massimo

di

quattro

rate

mensili

di

pari

importo,

con

il

versamento

della

prima

entro

il

16

settembre.

Il

restante

importo

del

50%,

invece,

potrà

essere

suddiviso

fino

ad

un

massimo

di

24

rate

mensili

di

pari

importo,

senza

applicazione

di

sanzioni

e

interessi,

con

il

versamento

della

prima

entro

il

16

gennaio 2021.

Proroga della Cassa integrazione e disposizioni in tema di lavoro sportivo

Per

quanto

riguarda

infine

le

misure

di

sostegno

all’occupazione,

una

importante

novità

per

tutti

i

datori

di

lavoro

che

abbiano

sospeso

o

ridotto

l’attività

a

causa

dell’emergenza,

inclusi

quelli

del

Terzo

settore,

consiste

nella

possibilità

di

prorogare

ulteriormente

la

Cassa

integrazione

e

i

trattamenti

di

integrazione

salariale

con

causale

Covid-19,

istituiti

dal

D.L.

Cura

Italia

(artt.

da

19

a

22-quinquies

del

D.L.

18/2020).

Più

nel

dettaglio,

secondo

quanto

previsto

dal

Decreto

di

Agosto

i

trattamenti

di

Cassa

integrazione

potranno

essere

autorizzati

per

un

primo

periodo

di

9

settimane

e

ampliati

di

ulteriori

9

settimane,

fino

a

un

massimo

di

18

settimane

nel

periodo

compreso

tra

il

13

luglio

e

il

31

dicembre

2020

(art.

1

del

D.L.

104/2020).

Per

il

secondo

periodo

di

9

settimane,

il

datore

di

lavoro

dovrà

però

versare

un

contributo

addizionale,

calcolato

sulla

base

del

raffronto

tra

il

fatturato

del

primo

semestre

2020

e

il

corrispondente

fatturato

2019

(pari

al

9%

o

al

18%

della

retribuzione

che

sarebbe

spettata

per

le

ore

non

lavorate,

a

seconda

del

calo

del

fatturato).

Il

contributo

integrativo,

tuttavia,

non

dovrà

essere

versato

dai

quei

datori

di

lavoro

che

abbiano

avuto

una

riduzione

del

fatturato

superiore

al

20%,

da

quelli

che

abbiano

avviato

l’attività

d’impresa

successivamente

al

gennaio

2019.

Per

quanto

riguarda

nello

specifico

il

mondo

sportivo,

l’art.

2

del

Decreto

Agosto

conferma

la

possibilità

per

i

dipendenti

iscritti

al

Fondo

Pensione

Sportivi

Professionisti

di

accedere

al

trattamento

di

Cassa

integrazione

in

deroga

di

cui

all’art.

22

del

D.L.

Cura

Italia,

a

condizione

che

nella

stagione

sportiva

2019-2020

abbiano

percepito

retribuzioni

lorde

non

superiori

a

50mila

euro

(in

linea

con

quanto

già

previsto

dall’art.

98,

comma

7

del

Decreto

Rilancio).

Le

domande,

pertanto,

potranno

essere

presentare

dal

datore

di

lavoro

all’INPS

con

le

modalità

previste

dall’Istituto.

Con

riferimento

alla

durata

della

Cassa

integrazione

in

deroga,

per

ciascuna

associazione

sportiva

non

potranno

essere

autorizzate

più

di

9

settimane

complessive,

ad

eccezione

delle

associazioni

che

abbiano

sede

nelle

regioni

più

colpite

dall’emergenza

(Lombardia,

Veneto

ed

Emilia-Romagna),

in

cui

si

potranno

autorizzare

periodi

fino

a

13

settimane.

Viene

poi

riconosciuta

anche

per

il

mese

di

giugno

l’indennità

di

600

euro

per

i

collaboratori

sportivi

impiegati

presso

il

CONI,

il

Comitato

Italiano

Paralimpico,

le

federazioni

e

le

discipline

sportive,

gli

enti

di

promozione

sportiva,

le

ASD

e

le

SSD,

già

attivi

alla

data

del

23

febbraio

2020

e

che

abbiano

cessato,

ridotto

o

sospeso

l’attività

a

causa

dell’emergenza

(Art.

12

del

D.L.

104/2020).

I

soggetti

già

beneficiari

del

bonus

per

i

mesi

di

marzo,

aprile

e

maggio

riceveranno

l’indennità di giugno in via automatica, senza necessità di ripresentate apposita domanda.

IRIS - Idee e Reti per l'Impresa Sociale - Firenze - Avvocato ed esperto di non profit Gabriele Sepio.

DECRETO AGOSTO 2020