CSI - Volterra
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© CSI - Comitato di Volterra

CSI accreditato dal Miur come ente di formazione

C’è anche il Csi tra i soggetti accreditati dal Miur. Il Ministero dell’Istruzione ha infatti approvato la richiesta di accreditamento da parte del Centro Sportivo Italiano, ai sensi della direttiva ministeriale 170/2016. Un risultato, questo, che consolida il rapporto Csi - Scuola, valorizzato a pieno sul territorio associativo, e rafforza le relazioni con gli insegnanti ed il mondo scolastico Gli uffici della Presidenza nazionale a breve forniranno le indicazioni necessarie per procedere al riconoscimento dei corsi promossi dai comitati territoriali. A questo link sono disponibili i modelli progettuali per le scuole di ogni ordine e grado, che i comitati possono utilizzare, adattandoli, per le proposte di attività sportiva scolastica territoriale. www.csi-net.it

LA FONDAZIONE VOLTERRA RICERCHE ONLUS COLLABORERA’ CON IL

CSI

Per quanto riguarda il modulo formativo dei docenti è stato proposto di coinvolgere la neo-nata Fondazione Volterra Ricerche Onlus, una importantissima acquisizione per Volterra e per tutto il Territorio, senz'altro competente ed efficace per la formazione dei docenti scolastici. Gli Assessori hanno autorizzato il perfezionamento di questo modulo. Nella giornata di Mercoledì ha avuto luogo quindi, presso la Fondazione Volterra Ricerche Onlus, l’incontro fra il Dott. Alfonso Stella, Direttore Generale della stessa, con il quale è stata analizzata la proposta, la quale è risultata positiva e importante per entrambi gli Enti.

COSA C’ENTRA IL CSI ?

Cosa c’entra il Csi con il carcere e in particolare con quello minorile? C’entra non solo quale Ente di riferimento per l’organizzazione di manifestazioni sportive dedicate ai carcerati,in particolare ai minorenni, ma per la condivisione di uno sguardo nuovo su questa realtà. Nello scorso mese di Marzo il CSI ha sottoscritto un accordo con il Ministero di Giustizia Minorile e di Comunità, a firma del Direttore Generale Vincenzo Starita. Tale protocollo è importante perché riconosce il CSI quale realtà associativa “impegnata nel campo culturale, sportivo, formativo elaborativo, radicata nei tessuti sociali locali, partner di assoluto rilievo, per promuovere occasioni di reinserimento sociale e lavorativo”.

UN ORATORIO PIU’ APERTO AI DISABILI

E’ questa la grande azione di sensibilizzazione che il CSI vuole avanzare tra le società sportive parrocchiali, quale punto di arrivo di un percorso iniziato nel 1954 quando il CSI fu il primo ente sportivo in Italia a concepire il diritto dei disabili alla pratica sportiva. E per anche per questo che dal 2013 un rappresentante del CSI siede nel Consiglio Nazionale del Comitato Italiano Paralimpico. Allora Pancalli ebbe a dire “Saluto l’ingresso del CSI nella famiglia paralimpica, confidando nella stretta collaborazione e condivisioni d’intenti, animati, come siamo, dallo stesso obiettivo e da valori etici quali inclusione sociale, aggregazione e dalla stessa intenzione formativa nei confronti dei giovani. Sono certo che la lunga esperienza del CSI saprà sposarsi in modo ottimale e sempre più propositivo con i nostri progetti di integrazione, per ribadire, insieme, che lo sport è uno solo. E non ammette differenze.”

OBBLIGO DI PUBBLICAZIONE DEI CONTRIBUTI RICEVUTI DALLA P.A

I punti salienti della circolare ministeriale n. 2 dell’11/01/2019 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali La scadenza dell’obbligo di pubblicazione è il 28 febbraio 2019 con riferimento ai contributi e sovvenzioni ricevuti dal gennaio al 31 dicembre dell’anno 2018; 2) Per gli enti senza scopo di lucro (ASD, comitati CSI, circoli ed associazioni culturali, etc.) l’obbligo è adempiuto pubblicando i dati relativi ai suddetti benefici economici nei propri siti o portali digitali, in mancanza è possibile utilizzare anche la propria pagina Facebook o il sito internet della rete associativa (CSI) alla quale il soggetto aderisce; 3) I benefici economici, oggetto di pubblicazione, comprendono non solo i tradizionali contributi a fondo perduto e le sovvenzioni a parziale copertura di progetti associativi, ma anche i corrispettivi percepiti a fronte di prestazioni di servizio rese alla P.A. (es. corsi di formazione sportiva resi al personale di un istituto scolastico) e assegnazioni di beni strumentali (ad esempio comodato di beni mobili o immobili). Con riferimento a tale ultima ipotesi, è necessario tuttavia che il valore del bene strumentale concesso in comodato all’associazione sia quello dichiarato dalla P.A. concedente, in mancanza di una definizione del suddetto valore l’obbligo di pubblicarne i dati, non sussiste. 4) Per esigenze di semplificazione, non sussiste l’obbligo di pubblicazione laddove nel periodo prescritto (anno 2018) la somma complessiva di tutti i benefici economici ricevuti dall’associazione, non superi l’ammontare di Euro 9.999,99. Ad esempio: se l’associazione ha ricevuto un contributo a fondo perduto per Euro 2000 ed ha incassato la somma di Euro 7700 a titolo di corrispettivi per prestazioni di servizio, anche da amministrazioni differenti tra loro, non dovrà procedere all’adempimento in quanto la sommatoria complessiva dei benefici non eccede il plafond annuale esente. Se tuttavia il sodalizio avesse percepito anche ulteriori Euro 800 a titolo di cinque per mille, ricadrebbe nell’obbligo di pubblicare i dati relativi a tutte e tre le categorie di beneficio, dal momento che la loro somma eccede la soglia esonerata. 5) La circolare ministeriale include espressamente le somme incamerate a titolo di cinque per mille tra i benefici soggetti agli obblighi di pubblicazione. 6) Dal punto di vista finanziario si fa riferimento al principio di cassa (ossia alla data in cui le somme sono state effettivamente introitate dall’associazione) e non al principio di competenza: ad esempio se un contributo per una manifestazione organizzata nel 2016 viene accredito dall’amministrazione erogante sul conto corrente bancario dell’associazione nel 2018, tale contributo sarà oggetto di pubblicazione entro il 28 febbraio 2019. 7) Come sancito dal Consiglio di Sato, qualora un ente non profit non provveda agli obblighi di pubblicazione, non si applica la sanzione della restituzione del 100% delle somme ricevute, tuttavia è opportuno rispettare la prescrizione. Infatti, il relativo controllo è affidato alle stesse pubbliche amministrazioni concedenti: quest’ultime verificato il mancato rispetto dell’adempimento potrebbero motivatamente decidere di non ripetere i benefici nelle annualità successive. Come indicato nella circolare ministeriale, le informazioni da pubblicare, per ciascun beneficio economico ricevuto, debbono essere rese in forma schematica e di immediata comprensibilità per il pubblico, e contenere i seguenti elementi obbligatori: a) denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente (riferiti alla associazione percipiente); b) denominazione del soggetto erogante (riferita alla pubblica amministrazione erogante); c) somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante); d) data di incasso (come da estratto conto corrente/cassa della associazione percipiente); e) causale (si intende la motivazione per la quale la pubblica amministrazione ha erogato la somma).